La campagna Facebook di P&G è sul filo dell’eticità?


Da un’ora qui in ufficio non si parla di altro. Parliamo dell’ultima campagna di Procter & Gamble Italia, sulla donazione dei vaccini per la prevenzione del tetano neonatale.

La campagna è divisa in due parti:

- da un lato, P&G (dal 1 ottobre al 31 dicembre) per ogni acquisto dei prodotti sui quali è apposto il logo dell’iniziativa e dei prodotti venduti nell’ambito di attività promozionali (dove è apposto questo logo P&G dedicato) donerà all’UNICEF la somma necessaria all’acquisto di una dose di vaccino contro il tetano neonatale;

- dall’altro lato, la stessa P&G fa partire una “campagna” su Facebook legata a “mi piace” e “condivisioni”.

Mi concentrerei su quest’ultima (sulla prima nulla da dire).

La campagna Facebook di P&G è sul filo dell'eticità?

P&G afferma che è possibile partecipare al progetto in questi modi:

1) una donazione automatica di P&G in favore del Progetto senza alcun onere per l’utente per un importo di €0,054, equivalente ad esempio al costo di una dose di vaccino contro il tetano, per ciascun “Mi Piace” a immagini che invitano alla donazione all’iniziativa effettuato dopo aver cliccato sulle immagini stesse;

2) una donazione automatica di P&G in favore del Progetto senza alcun onere per l’utente per un importo di €0,162, equivalente ad esempio al costo di tre dosi di vaccino contro il tetano, per ciascun “Condividi” a immagini che invitano alla donazione all’iniziativa effettuato dopo aver cliccato sulle immagini stesse.

A fronte di tali attività P&G si impegna a versare il corrispettivo al Comitato in favore del Progetto sino ad un ammontare massimo di €27.000 (Euro ventisette mila) equivalenti a 500.000 (cinquecentomila) dosi di vaccino.

Aiuterai così P&G e l’UNICEF a vaccinare una donna in età fertile contro il tetano. Bastano solo due dosi di vaccino durante la gravidanza per proteggere mamma e bambino contro il tetano alla nascita e per i successivi due mesi.

Considerazioni

Quello che è venuto fuori in ufficio è questo:

- se hanno già stanziato il budget (27.000 €) cosa succede se si arriva a 22.000 € (ad esempio)? I 5.000 € non vengono donati?
- si mettono gli utenti davanti una scelta: fai il “mi piace” e salvi il bambino; e se non lo faccio?
- è possibile legare la vita di un bambino al valore di un “mi piace”?

Secondo noi c’è stato un errore alla base, proprio a livello di comunicazione. Non sarebbe stato meglio stanziare il budget (senza legarlo ad azioni) e dire: “Noi, come P&G, doniamo 27.000 € per comprare vaccini. Che ne dite, vi piace l’iniziativa?”.

Che ne pensate?

Philips e l’orientamento al cliente


Philips e l'orientamento al cliente

Davvero una giornata splendida quella organizzata da Philips Italia e dedicata ai suoi “superclienti”. Ai tempi del Career day (Università di Parma) ero rimasto ben impressionato dalla bravura dei manager venuti a trovarci, e con questo incontro ho avuto la conferma di tutto ciò.

Ci sono state le varie “presentazioni” delle divisioni (Lighting, Healthcare, Male Grooming) con i rispettivi manager (tutti giovanissimi). La spiegazione di chi sono i superclienti e del pieno orientamento di Philips verso di loro: forum privato dedicato ai prodotti, anteprime, eventi. Un mondo a parte tutto per i clienti piú fedeli che, con i loro feedback, aiutano l’azienda a migliorare il parco prodotti.

Ma la giornata aveva un tema centrale, il “Male Grooming“: la rasatura maschile, il nuovo stile ed il nuovo modo di essere degli uomini.

Philips e l'orientamento al cliente

Con “Express Yourself Every Day“, Philips vuole far esprimere l’universo maschile nello styling del viso, ormai sempre più libero ed espressivo!

Il pomeriggio l’abbiamo passato nel centro di Milano: siamo stati ospiti del sig. Lorenzi e del suo Museo del rasoio. Due ore piene di aneddoti e storie sulla rasatura, sulle lamette e tutto ció che riguarda il mondo, appunto, della rasatura.

Curiosi?? Guardate foto e video qui di seguito! Vi consiglio una visita al Museo, super aggiornato e tenuto magnificamente. Ma soprattutto l’incontro con il sig. Lorenzi vi sorprenderà.

Philips e l'orientamento al cliente

Philips e l'orientamento al cliente

Philips e l'orientamento al cliente

In conclusione, oltre i dovuti ringraziamenti a Philips, vorrei annotare alcune riflessioni:

  • la perfetta organizzazione della giornata;
  • la simpatia e la disponibilitá di tutti i manager a parlare, spiegare ed interessarsi di noi;
  • la filosofia Philips, davvero orientata al cliente;
  • i prodotti e le strategie pensate per aiutare la gente (vedi healthcare), che difficilmente incontriamo tutti i giorni;
  • la giovane etá dei manager, a dimostrazione di una linea strategica precisa e che punta al futuro.

Grazie e alla prossima! :)

Cristina e Simone con #Nofreejobs, su La3


#Nofreejobs e le ultime novità

L’iniziativa #Nofreejobs prosegue. Se ci state seguendo sui vari canali social (Facebook e Twitter in primis) saprete che stiamo cercando di non far cadere nel dimenticatoio il grido della maggior parte dei giovani italiani.

Oltre i blog, che continuano a parlare di noi, le novità principali sono due:

1) lo spazio dedicato a No free jobs durante la puntata di Smart&App (programma che parla di tecnologia, su La3, condotto da Silvia Vianello);

2) lo sviluppo dell’app per Android, che i nostri amici di Web in Fermento hanno portato al terzo posto del contest BeMyApp (svoltosi a Bari lo scorso weekend).

Prima di lasciarvi con i video relativi a queste novità, aggiungo anche il sito (in versione beta) di No free jobs.

No free jobs @ Smart&App

No free jobs @ BeMyApp

Continuate a seguirci e supportarci!

Grazie a tutti! :)

7 consigli per un buon Social Media Marketing


Oggi per un azienda è fondamentale essere presente nelle “piazze virtuali” dei Social Network. Purtroppo non tutte le aziende hanno un buon approccio al Social.

In questo post verranno elencate alcune pratiche da evitare con relativi consigli utili per pianificare un’ottima campagna Social.

  1. Non cercare di essere visibile in tutto il mondo. 

La questione non è come una società dovrebbe essere presente sui mezzi di comunicazione, ma in quale di essi. Innanzitutto bisogna selezionare il Social Network che più si addice al tipo di azienda e al target a cui si rivolge. In questo modo si riducono le probabilità di fallimento e si arriva dritti al punto. Si deve puntare sulla qualità e non sulla quantità. Ogni Social Network inoltre, ha degli appositi strumenti di monitoraggio e di ricerca che vi aiuteranno a conoscere al meglio il vostro target e il vostro settore di riferimento.

2.  Non cercare di vendere

Puoi utilizzare al meglio il tuo tempo cercando piuttosto di capire la reputazione del marchio, facendo domande, partecipando attivamente alla vita di un social network. Strumenti come CRM tool possono aiutarti in questo.

3.  Pensa prima di parlare

La comunicazione nei social media è fondamentale. Ogni parola o  frase deve essere considerata come un messaggio aziendale ufficiale, quindi attenzione a quello che scrivete. Le persone o il team di persone dietro le quinte dovrebbero conoscere la filosofia aziendale per comunicare al meglio con il proprio pubblico.

4.  Danni alla reputazione

Può accadere, a causa di una cattiva comunicazione o a causa di un problema al proprio prodotto, che attorno al vostro marchio si creino brutte opinioni, commenti negativi, recensioni molto dure… Risposte sincere e  trasparenti possono essere la soluzione più giusta, ma anche far riferimento ad un comunicato stampa sul proprio sito ufficiale in cui vengono descritti il problema, le possibili cause e soluzioni.

5.  Non parlare solo ed esclusivamente del tuo business

Parlare sempre e solo delle straordinarie potenzialità dei vostri prodotti risulta noioso ai vostri clienti. Una sana concorrenza senza ostruzionismi è ben accetta nell’era Social. Quindi riferirsi ad altro che non sia il vostro prodotto è caldamente consigliato. Siate generosi, aperti ed onesti.

6.  No allo Spam

Le tecniche dello spamming sono una delle cause che fa scappare i clienti. Le tecniche black hat e gray hat non sono quello che fa per voi. Pensate a cosa ci si aspetta di ricevere da una rete in cui Aziende e clienti interagiscono.

7.  Non dimenticare le buone maniere

È evidente che essere scontrosi e maleducati nel socializzare e interagire con i propri clienti non paga. Quindi siate gentili e cordiali ricordando di dire grazie e scusarvi, se necessario, per evitare conflitti.

Ripreso da Web Seo Analytics

I 13 ruoli di un Community Manager Interno


Quando ci si riferisce ad un “Community Manager” si parla di qualcuno che possa gestire le relazioni online per una particolare Marca o Azienda utilizzando strumenti come Facebook, Twitter ed i Blog.

Leggendo un post HR COMMUNICATION ho scoperto che negli ultimi anni pare stia emergendo un nuovo ruolo di Community Manager, l’“Internal Community Manager”.

Con la proliferazione di software di Enterprise 2.0, fornitori e clienti si sono resi conto che queste comunità non appaiono da sole, magicamente. Insieme a questa consapevolezza è aumentata la richiesta di persone per gestire le scelte degli utenti, il marketing e la gestione della comunità.

Questa posizione può sembrare il lavoro perfetto per lo specialista dei Social Media nella vostra organizzazione. Di seguito alcune sue responsabilità:

  • Moderazione dei forum;
  • Scrivere post sul blog;
  • Curare wiki;
  • Organizzare briefing sui Social Media;
  • Sviluppare strategie di adozione da parte dell’utente;
  • Rispondere alle domande degli utenti;
  • Monitorare e analizzare le attività degli utenti;

Ma l’Internal Community Manager in realtà si occupa di molti altri ruoli, non tutti piacevoli ed emozionanti e molti dei quali non saranno in cima alla lista dei desideri dei potenziali candidati.

Diamo uno sguardo ad alcuni di essi:

       1.      Arbitro

Quando qualcuno posta un link ad un articolo abbastanza scottante, ad esempio politico, e la conversazione inizia a evolvere verso insulti e sarcasmo partigiano, indovinate chi sarà a guidare la conversazione verso un sano e professionale dibattito? Non è possibile infatti utilizzare i privilegi di amministratore per bloccare o eliminare la conversazione, altrimenti non saresti un community manager, ma il Grande Fratello.

       2.      Mediatore

Quando la comunità inizia a lamentarsi della velocità, dell’affidabilità e dell’accessibilità della piattaforma, è necessario far notare tali preoccupazioni agli sviluppatori e spingerli a risolvere i problemi.

Se una nuova caratteristica sviluppata per gli utenti è piena di bug, non si può semplicemente allinearsi con l’azienda e dire che è un prodotto di altissimo livello, ma bisogna essere in grado di offrire onestà e imparzialità.

Dopo tutto, siete l’avvocato per la comunità, non un portavoce del team di sviluppo.

       3.      Party Promoter

Il volantinaggio tornerà ad essere di moda. Se necessario infatti, distribuirete volantini, invierete e-mail, organizzerete briefing e qualsiasi altra cosa voi possiate fare per convincere la gente ad intervenire.

       4.      Comico

Non si può eliminare il ruolo “Sociale” nei Social Media e quindi deve esserci qualcuno lì per far divertire la comunità.  Il community manager deve essere confortevole e con il giusto umorismo in un ambiente professionale.

       5.      Insegnante

Mai provato a insegnare ad un golfista a cambiare il suo swing dopo che lo ha fatto allo stesso modo per 20 anni? Preparatevi ad un impresa molto più impegnativa.

È già molto cercare di insegnare a qualcuno che è meglio usare un wiki per la collaborazione piuttosto che una mail. Abituatevi a persone che copiano e incollano il contenuto dall’esterno in un documento Word, per tenere traccia delle modifiche, e poi inviandovi il documento Word, vi dicono di “dare un’occhiata” prima di caricarlo sul wiki.

       6.      Leader ispiratore

Non avrete abbastanza ore nel giorno per fare tutto quello che volete.

Non si può curare il wiki, scrivere sul tuo blog, moderare tutti i forum, rimanere attivi comunicando e fare da soli tutto il resto .

Avrete bisogno di identificare altri membri della comunità che potrebbero aiutarvi e a cui dovrete far adottare il vostro approccio lavorativo. Ma realmente non avrai alcuna autorità effettiva, ed anche loro avranno altre cose da fare. Buona fortuna!

       7.      Centro assistenza

Quando l’editor WYSIWYG per i Blog non funziona correttamente, a chi pensi si rivolgeranno gli utenti? La risposta non è l’assistenza. Sei tu.

Riceverai e-mail, messaggi, telefonate e messaggi istantanei di assistenza da parte di tutti gli utenti perché sei la persona che vedono più spesso utilizzare la piattaforma. Avranno fiducia di ottenere una risposta giusta da te piuttosto che da qualche ragazzo senza nome dietro una lista di distribuzione di e-mail.

       8.      Psichiatra

Quando nasce un blog e nessuno lo legge o lo commenta. Devi essere pronto a contribuire a rassicurare lui o lei, a gestire le loro aspettative, a dare suggerimenti, trucchi e a ricostruire la loro autostima in modo che il Blog continuerà ad essere attivo.

       9.      Fomentatore

Le conversazioni di lavoro possono diventare piuttosto noiose. Dovrai essere colui che può avviare e gestire conversazioni difficili con la comunità.  Indovina chi scriverà il post sul blog criticando l’ultima manovra politica?

       10.      Cheerleader

Quando i membri della comunità utilizzeranno la piattaforma in modo corretto e contribuiranno a qualcosa di veramente prezioso, è necessario che tu sia il primo a condividerla il più possibile. Hai bisogno di essere la persona  che mette in primo piano quel membro della comunità e dire a tutti gli altri quello che ha fatto e come gli altri possono apprendere da lui. È necessario essere quello che fa il tifo per gli altri in modo tale da dare loro il rinforzo positivo di cui hanno bisogno.

       11.      Responsabile del progetto

Queste comunità non si costruiscono da sole. Sei tu il responsabile della creazione e la distribuzione di tutti i tipi di rapporti, briefing, schede informative e metriche. Avrai bisogno di un piano per soddisfare tali scadenze mentre sarai impegnato con la comunità stessa.

       12.      Scrittore

Ogni piattaforma, comunità ha una sorta “ABOUT”. Dovrete essere in grado di scrivere il contenuto in un modo professionale ma informale abbastanza che la gente possa leggerlo ed interessarsi ad esso.

       13.      Bidello

Quando si apre il backup del disco locale condiviso, è probabile che vedere 47 diverse versioni dello stesso documento. Si spera che una di quelle contenga un grande “FINALE” nel nome del file. Le vecchie versioni sono buone per ogni evenienza, ma in realtà ingombrano la cartella e rendono difficile trovare qualcosa.

La stessa cosa accade in una comunità online. La gente pubblica cose nei post o nel forum sbagliato, commentano a metà gli articoli sul blog, caricano documenti senza i loro tag, ecc. Dovrai essere tu a ripulire questi pasticci.

Quindi quando state per decidere di ingaggiare quel tale ragazzo nel vostro team, ricordatevi degli altri ruoli che dovrete assumere.

Vi converrà forse prendere qualcuno  molto più esperto del settore?

I ritardi di Trenitalia


Trenitalia è un po’ come la nostra ragazza. Ogni giorno la incontriamo, ogni giorno litighiamo con lei. A volte ha caldo, a volte ha freddo. A volte ti fa correre, a volte ti fa aspettare. E’ amica di tutti. Alcuni giorni passa il padre della tua ragazza, ti chiede se sui un ragazzo a posto. Sono quelle storie così, di amore e di odio.

Guardate l’orologio e il display della stazione (a volte non c’è, ovviamente).

Se Trenitalia annuncia che  il treno sta arrivando (quindi in orario): effettivamente quel treno porta da 1 a 5 minuti di ritardo.

Se Trenitalia annuncia che il treno ha 5 minuti di ritardo: effettivamente ne ha da 6 a 10.

Se Trenitalia annuncia che il treno ha 10 minuti di ritardo: effettivamente ne ha da 11 a 15.

Per ritardi superiori non vale più questa regola. Quindi potete aspettarvi di tutto!

Ritardi infiniti, cancellazioni, soppressioni, treni partiti e fermi in punti sconosciuti, treni in ritardo perché ci sono stati ritardi nella preparazione del treno, ecc. ecc.

Aggiungete pure! La collezione è infinita! :)

A voi piace la vostra ragazza? :)

Social Media e aziende: il potere che passa dalla parte delle persone


Leggendo un post interessante su Simply Zesty ho deciso di tradurlo e riportare le cose più importanti. Buona lettura! ;)

Da quando le aziende hanno deciso di essere presenti sui social network hanno dovuto modificare radicalmente il loro modo di comunicare e rapportarsi con i propri clienti.

Infatti una qualsiasi azione da parte delle aziende riferita al proprio prodotto e non, è sottoposta al feedback del cliente, che può essere positivo o negativo. Il trend in quest’ultimo periodo è quello dei gruppi consumatori che criticano, contestano, condannano quella particolare azienda per aver apportato qualche modifica al proprio Brand: questo perché dispongono di voce in capitolo, grazie a blog, social network, wiki, ecc.

Di seguito vi mostrerò 2 casi di attacco organizzato da parte dei consumatori.

Il caso della salsa HP

Recentemente la HP ha deciso di cambiare la propria ricetta, in uso da cira 116 anni, per diminuire il contenuto del sale. È chiaro che gli intenti erano buoni, ossia di rendere più salutare il prodotto.

I consumatori, evidentemente non dello stesso avviso, hanno iniziato una vera e propria campagna sui social, criticando aspramente la scelta del brand su Facebook e Twitter. Ed è stato proprio il mezzo comunicativo a dare un’ampia risonanza al fatto, senza il quale non si sarebbe creato tutto questo polverone.

Twinings Earl Tea

Altra azienda che ha deciso di cambiare la ricetta del suo famoso tea, aumentando la percentuale di succo di limone. Altra battaglia social su facebook. È stato anche creato un gruppo intitolato “Bring back our Earl Grey tea” e una FanPage dal nome “Bring back the original Twinings Earl Grey tea”.

Twinings ha ascoltato le critiche dei suoi consumatori ed ha ripristinato l’antica ricetta. Ciò potrebbe sembrare un atto di sottomissione verso il cliente, ma i risultati di quest’azione ne testimoniano la bontà. Infatti si è iniziato a parlare di più del marchio, che ha avuto più gradimento e addirittura le scatole di tea con la nuova ricetta sono andate a ruba prima che fossero tolte dal mercato.

Questi due casi dimostrano quanto sia cambiata l’esistenza di un brand, soprattutto se presente su un mercato social, fatto di comunicazione e confronto. È molto importante che l’azienda prima di applicare una qualsiasi modifica al proprio prodotto debba sensibilizzare i propri clienti e interagire con loro.

Questo non significa subirli passivamente e forse nemmeno che il potere sia passato completamente dalla loro parte. Piuttosto bisogna adeguarsi alle nuove logiche di un mercato sempre social e sempre più “face to face” con le persone.

6 falsi miti sul Seo


Il SEO è uno strumento molto importante. Voi a chi vi affidate per la vostra strategia? Seguite i cosiddetti “guru” in materia?

Di seguito 6 falsi miti da sfatare:

1. “TUTTI I LINK SONO UGUALI

Falso. E’ vero che dare vita e scrivere link è un’operazione piuttosto facile, ma creare dei buoni link è tutt’altra cosa.
Suona bene quando un’agenzia SEO ti dice che si possono creare centinaia di link al mese, ma la verità è che un singolo link proveniente da siti quali CNN.COM sarà sicuramente migliore di numerosi link di scarsa qualità.

2. “IL SEO TI PUO’ GARANTIRE LA SCALATA DELLE CLASSIFICHE

Non ci sono garanzie nel SEO.
Sicuramente un buon sito costruito seguendo le principali linee guida per la ricerca ottimizzata aiuta nella scalata, ma serviranno molto tempo e fatica prima di vedere materializzarsi i risultati.

3. “IL SEO E’ UN PROCESSO CHE NON RICHIEDE AGGIORNAMENTO

Falso. Se il tuo mercato ha dei competitor non puoi dimenticarti del SEO, a meno che tu non occupi già la prima posizione.
La concorrenza lavorerà costantemente per ostacolarti e non potrai sederti sugli allori.

4. “I CONTENUTI SONO FONDAMENTALI

Falso, a metà. Se hai un pubblico a cui rivolgerti creare buoni contenuti che ne incoraggino la condivisione è un ottimo modo per produrre link ed ottenere una sempre più vasta audience. Tuttavia, se sei alle prime armi, tutto questo non può bastare per aspettarsi che qualcuno si accorga di te per qualche motivo!
E’ necessario promuovere contenuti, non importa quanto essi siano ottimizzati per il SEO.

5. “IL PAGERANK EQUIVALE AI RISULTATI DELLA RICERCA

Falso. Contrariamente a quanto la gente crede, il PageRank è un ottimo indicatore della forza della pagina, ma ciò non ha nulla a che vedere in termini di risultati della ricerca.

6. “ESSERE ASSOCIATI A GOOGLE

Alcune aziende ci fanno credere che hanno delle associazioni con Google e utilizzano tale connessione per garantire una migliore classifica. Completamente falso. Nessuno ha questo tipo di potere, incluse le più importanti aziende di Google. Si sconsiglia fortemente di lavorare con chiunque faccia questo tipo di affermazioni.

Articolo tradotto liberamente dall’infografica di Ghost Writer Dad

Società italiane e tassi di crescita: la top 20


Lyra (un provider indipendente di informazioni e dati finanziari) ha pubblicato la classifica delle Società italiane con i più alti tassi di crescita nel 2011.

Per entrare nella classifica le società devono soddisfare requisiti da cui fondamentalmente emerga una performance al di sopra del mercato e una solida leadership aziendale.

In particolare la lista viene stilata scegliendo le aziende che:

1) negli ultimi cinque anni hanno sovraperformato rispetto agli indici generali di mercato e,

2) rispetto agli indici settoriali cui appartengono;

3) hanno mostrato un incremento significativo nell’ultimo quinquennio del giro d’affari e

4) degli utili netti aziendali;

5) sono leader nei rispettivi settori di appartenenza;

6) hanno una guidance positiva per il prossimo anno e

7) una leadership chiara e trasparente;

8 ) sono controllate da azionisti italiani o riconducibili a soggetti italiani.

La lista al momento tiene conto solo delle società quotate nei mercati regolamentati.

Fonte Dati: Borsa Italiana, Consob, Thomson – Reuters, Lyra AlphaStream. Aggiornamento: Agosto 2011

Questa la classifica (visibile meglio nella pagina dedicata Italy Fastest Growing Companies):




“Più vicini”: la nuova pubblicità Wind mi piace!


Chiarezza, Trasparenza, Semplicità: i protagonisti del nostro nuovo spot istituzionale di Wind mi hanno colpito. Proprio perché lo spot rispecchia queste caratteristiche con immagini adatte e la musica giusta.

Sono molto critico verso la tv ed i messaggi pubblicitari:
1 – perché la tv ormai non la guardo quasi più;
2 – perché gli spot (soprattutto quelli delle compagnie telefoniche) sono sempre uguali e non fanno ridere.

Quindi ho apprezzato molto la scelta di Wind, con un messaggio davvero chiaro e realizzato alla perfezione. :)

Questo il video:

Voi cosa ne pensate?

Ps: la canzone è di Katy Perry, è “Firework”.