I 13 ruoli di un Community Manager Interno


Quando ci si riferisce ad un “Community Manager” si parla di qualcuno che possa gestire le relazioni online per una particolare Marca o Azienda utilizzando strumenti come Facebook, Twitter ed i Blog.

Leggendo un post HR COMMUNICATION ho scoperto che negli ultimi anni pare stia emergendo un nuovo ruolo di Community Manager, l’“Internal Community Manager”.

Con la proliferazione di software di Enterprise 2.0, fornitori e clienti si sono resi conto che queste comunità non appaiono da sole, magicamente. Insieme a questa consapevolezza è aumentata la richiesta di persone per gestire le scelte degli utenti, il marketing e la gestione della comunità.

Questa posizione può sembrare il lavoro perfetto per lo specialista dei Social Media nella vostra organizzazione. Di seguito alcune sue responsabilità:

  • Moderazione dei forum;
  • Scrivere post sul blog;
  • Curare wiki;
  • Organizzare briefing sui Social Media;
  • Sviluppare strategie di adozione da parte dell’utente;
  • Rispondere alle domande degli utenti;
  • Monitorare e analizzare le attività degli utenti;

Ma l’Internal Community Manager in realtà si occupa di molti altri ruoli, non tutti piacevoli ed emozionanti e molti dei quali non saranno in cima alla lista dei desideri dei potenziali candidati.

Diamo uno sguardo ad alcuni di essi:

       1.      Arbitro

Quando qualcuno posta un link ad un articolo abbastanza scottante, ad esempio politico, e la conversazione inizia a evolvere verso insulti e sarcasmo partigiano, indovinate chi sarà a guidare la conversazione verso un sano e professionale dibattito? Non è possibile infatti utilizzare i privilegi di amministratore per bloccare o eliminare la conversazione, altrimenti non saresti un community manager, ma il Grande Fratello.

       2.      Mediatore

Quando la comunità inizia a lamentarsi della velocità, dell’affidabilità e dell’accessibilità della piattaforma, è necessario far notare tali preoccupazioni agli sviluppatori e spingerli a risolvere i problemi.

Se una nuova caratteristica sviluppata per gli utenti è piena di bug, non si può semplicemente allinearsi con l’azienda e dire che è un prodotto di altissimo livello, ma bisogna essere in grado di offrire onestà e imparzialità.

Dopo tutto, siete l’avvocato per la comunità, non un portavoce del team di sviluppo.

       3.      Party Promoter

Il volantinaggio tornerà ad essere di moda. Se necessario infatti, distribuirete volantini, invierete e-mail, organizzerete briefing e qualsiasi altra cosa voi possiate fare per convincere la gente ad intervenire.

       4.      Comico

Non si può eliminare il ruolo “Sociale” nei Social Media e quindi deve esserci qualcuno lì per far divertire la comunità.  Il community manager deve essere confortevole e con il giusto umorismo in un ambiente professionale.

       5.      Insegnante

Mai provato a insegnare ad un golfista a cambiare il suo swing dopo che lo ha fatto allo stesso modo per 20 anni? Preparatevi ad un impresa molto più impegnativa.

È già molto cercare di insegnare a qualcuno che è meglio usare un wiki per la collaborazione piuttosto che una mail. Abituatevi a persone che copiano e incollano il contenuto dall’esterno in un documento Word, per tenere traccia delle modifiche, e poi inviandovi il documento Word, vi dicono di “dare un’occhiata” prima di caricarlo sul wiki.

       6.      Leader ispiratore

Non avrete abbastanza ore nel giorno per fare tutto quello che volete.

Non si può curare il wiki, scrivere sul tuo blog, moderare tutti i forum, rimanere attivi comunicando e fare da soli tutto il resto .

Avrete bisogno di identificare altri membri della comunità che potrebbero aiutarvi e a cui dovrete far adottare il vostro approccio lavorativo. Ma realmente non avrai alcuna autorità effettiva, ed anche loro avranno altre cose da fare. Buona fortuna!

       7.      Centro assistenza

Quando l’editor WYSIWYG per i Blog non funziona correttamente, a chi pensi si rivolgeranno gli utenti? La risposta non è l’assistenza. Sei tu.

Riceverai e-mail, messaggi, telefonate e messaggi istantanei di assistenza da parte di tutti gli utenti perché sei la persona che vedono più spesso utilizzare la piattaforma. Avranno fiducia di ottenere una risposta giusta da te piuttosto che da qualche ragazzo senza nome dietro una lista di distribuzione di e-mail.

       8.      Psichiatra

Quando nasce un blog e nessuno lo legge o lo commenta. Devi essere pronto a contribuire a rassicurare lui o lei, a gestire le loro aspettative, a dare suggerimenti, trucchi e a ricostruire la loro autostima in modo che il Blog continuerà ad essere attivo.

       9.      Fomentatore

Le conversazioni di lavoro possono diventare piuttosto noiose. Dovrai essere colui che può avviare e gestire conversazioni difficili con la comunità.  Indovina chi scriverà il post sul blog criticando l’ultima manovra politica?

       10.      Cheerleader

Quando i membri della comunità utilizzeranno la piattaforma in modo corretto e contribuiranno a qualcosa di veramente prezioso, è necessario che tu sia il primo a condividerla il più possibile. Hai bisogno di essere la persona  che mette in primo piano quel membro della comunità e dire a tutti gli altri quello che ha fatto e come gli altri possono apprendere da lui. È necessario essere quello che fa il tifo per gli altri in modo tale da dare loro il rinforzo positivo di cui hanno bisogno.

       11.      Responsabile del progetto

Queste comunità non si costruiscono da sole. Sei tu il responsabile della creazione e la distribuzione di tutti i tipi di rapporti, briefing, schede informative e metriche. Avrai bisogno di un piano per soddisfare tali scadenze mentre sarai impegnato con la comunità stessa.

       12.      Scrittore

Ogni piattaforma, comunità ha una sorta “ABOUT”. Dovrete essere in grado di scrivere il contenuto in un modo professionale ma informale abbastanza che la gente possa leggerlo ed interessarsi ad esso.

       13.      Bidello

Quando si apre il backup del disco locale condiviso, è probabile che vedere 47 diverse versioni dello stesso documento. Si spera che una di quelle contenga un grande “FINALE” nel nome del file. Le vecchie versioni sono buone per ogni evenienza, ma in realtà ingombrano la cartella e rendono difficile trovare qualcosa.

La stessa cosa accade in una comunità online. La gente pubblica cose nei post o nel forum sbagliato, commentano a metà gli articoli sul blog, caricano documenti senza i loro tag, ecc. Dovrai essere tu a ripulire questi pasticci.

Quindi quando state per decidere di ingaggiare quel tale ragazzo nel vostro team, ricordatevi degli altri ruoli che dovrete assumere.

Vi converrà forse prendere qualcuno  molto più esperto del settore?

Come e perché i consumatori scelgono uno smartphone


Smartphone LG Android

Oggi sempre più persone in tutto il mondo scelgono di acquistare uno smartphone.

Grazie alla tecnologia NFC e alle applicazioni Mobile sta cambiando radicalmente il modo di agire e di comunicare fra le persone.

Ma quali sono le motivazioni dell’ acquisto di un determinato Smartphone ed in che modo esse ne determinano la scelta da parte degli utenti?

La ricerca a cui faremo riferimento è stata rilasciata da Mintel, nella quale i consumatori di smartphone sono stati suddivisi in 2 categorie:

  1. Smartphone upgraders, ossia gli utenti che scelgono di cambiare il loro smartphone con uno nuovo;
  2. Replacement buyers, tutti quelli che passano ad uno smartphone;

Da un sondaggio dei ricercatori è risultato che circa il 24% della popolazione intervistata cambia il proprio dispositivo ogni 2 anni. È proprio questa la caratteristica che differenzia questa sezione del mercato dalle altre.

Quali sono quindi le caratteristiche che influenzano il consumatore nel cambiare il proprio smartphone?

  • 4G. Anche se la copertura di rete è ancora limitata alle grandi città, il 16 % della popolazione intervistata è allettata dalle potenzialità del 4G e dichiara di voler cambiare il proprio dispotivo con un altro che abbia questa caratteristica.
  • Video chiamata. La video chiamata grazie agli smartphone sta acquisendo sempre più una tendenza principale nell’uso dello smartphone. Servizi quali Skype stanno espandendosi enormemente. Ma, anche se il 15% sel campione ha ammesso che è interessato a fare video chiamate, solo il 10% cambierà in futuro il suo dispostivo con un altro con questa caratteristica.
  • Grande schermo. Gli schermi dgli smartphone stanno diventando sempre più larghi, all’unisono con le tendenze del mercato. Infatti il 27% degli intervistati vuole lo schermo del proprio dispotivo molto grande. A queste tendenze sta rispondendo anche la Apple, la quale dovrebbere proporre al mercato uno schermo più grande per l’iPhone 5.
  • GPS. Servizi basati sulla geolocalizzazione stanno espandendosi su quasi tutte le piattaforme social più frequentate. Il fatto è che il 52% degli intervistati hanno usato questo servizio negli ultimi 30 giorni.

Ma dove vengono compiuti gli acquisti?

Dallo studio dei ricercatori della Mintel sempre più Smartphone vengono acquistati online.

Come si vede nel dettaglio, gli acquisti via internet tra il 2009 e il 2010 sono aumentati di 4.6 punti percentuali.

Questo per 2 motivi:

  • Perchè il costo, è minore rispetto ai tradizionali negozi. Ci sono siti in cui è molto più economico acquistare uno smartphone rispetto ai tradizionali punti vendita;
  • Perchè è decisamente più veloce e pratico rispetto alle tradizionali vetrine dei negozi e al fatto di dover attendere il commesso per essere aiutato.

Per quanto riguarda i Marchi e le loro quote di mercato possiamo vedere come Android ha fatto un enorme salto di qualità, e ovviamente il più conosciuto e desiderato è l’iOS della Apple.

Secondo i ricercatori di Mintel, indicativamente è possibile stabilire che ragazzi da 18 a 24 anni posseggono per lo più Android, mentre quelli di età tra i 25 ed i 34 l’Apple . Il Blackberry invece è stato riscontrato principalmente negli over 35.

Per quanto riguarda invece il desiderio di possedere uno Smartphone, a tutte le età la scelta ricade sull’Apple.

Voi che smartphone avete? O siete fra quelli che non lo comprano perchè non ne vedono i benefici?!

Articolo liberamente tradotto e reinterpretato da Mashable.

6 falsi miti sul Seo


Il SEO è uno strumento molto importante. Voi a chi vi affidate per la vostra strategia? Seguite i cosiddetti “guru” in materia?

Di seguito 6 falsi miti da sfatare:

1. “TUTTI I LINK SONO UGUALI

Falso. E’ vero che dare vita e scrivere link è un’operazione piuttosto facile, ma creare dei buoni link è tutt’altra cosa.
Suona bene quando un’agenzia SEO ti dice che si possono creare centinaia di link al mese, ma la verità è che un singolo link proveniente da siti quali CNN.COM sarà sicuramente migliore di numerosi link di scarsa qualità.

2. “IL SEO TI PUO’ GARANTIRE LA SCALATA DELLE CLASSIFICHE

Non ci sono garanzie nel SEO.
Sicuramente un buon sito costruito seguendo le principali linee guida per la ricerca ottimizzata aiuta nella scalata, ma serviranno molto tempo e fatica prima di vedere materializzarsi i risultati.

3. “IL SEO E’ UN PROCESSO CHE NON RICHIEDE AGGIORNAMENTO

Falso. Se il tuo mercato ha dei competitor non puoi dimenticarti del SEO, a meno che tu non occupi già la prima posizione.
La concorrenza lavorerà costantemente per ostacolarti e non potrai sederti sugli allori.

4. “I CONTENUTI SONO FONDAMENTALI

Falso, a metà. Se hai un pubblico a cui rivolgerti creare buoni contenuti che ne incoraggino la condivisione è un ottimo modo per produrre link ed ottenere una sempre più vasta audience. Tuttavia, se sei alle prime armi, tutto questo non può bastare per aspettarsi che qualcuno si accorga di te per qualche motivo!
E’ necessario promuovere contenuti, non importa quanto essi siano ottimizzati per il SEO.

5. “IL PAGERANK EQUIVALE AI RISULTATI DELLA RICERCA

Falso. Contrariamente a quanto la gente crede, il PageRank è un ottimo indicatore della forza della pagina, ma ciò non ha nulla a che vedere in termini di risultati della ricerca.

6. “ESSERE ASSOCIATI A GOOGLE

Alcune aziende ci fanno credere che hanno delle associazioni con Google e utilizzano tale connessione per garantire una migliore classifica. Completamente falso. Nessuno ha questo tipo di potere, incluse le più importanti aziende di Google. Si sconsiglia fortemente di lavorare con chiunque faccia questo tipo di affermazioni.

Articolo tradotto liberamente dall’infografica di Ghost Writer Dad

29 modi per essere creativi [VIDEO]


Creatività. Questa (s)conosciuta?

E voi, li seguite questi 29 modi?

01. MAKE LISTS

02. CARRY A NOTEBOOK EVERYWHERE

03. TRY FREE WRITING

04. GET AWAY FROM THE COMPUTER

05. QUIT BEATING YOURSELF UP

06. TAKE BREAKS

07. SING IN THE SHOWER

08. DRINK COFFEE

09. LISTEN TO NEW MUSIC

10. BE OPEN

11. SURROUND YOURSELF WITH CREATIVE PEOPLE

12. GET FEEDBACK

13. COLLABORATE

14. DON’T GIVE UP

15. PRACTICE, PRACTICE, PRACTICE

16. ALLOW YOURSELF TO MAKE MISTAKES

17. GO SOMEWHERE NEW

18. COUNT YOUR BLESSINGS

19. GET LOTS OF THE REST

20. TAKE RISKS

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21. BREAK THE RULES

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22. DON’T FORCE IT

23. READ A PAGE OF THE DICTIONARY

24. CREATE A FRAMEWORK

25. STOP TRYING TO BE SOMEONE ELSE’S PERFECT

26. GOT AN IDEA ? WRITE IT DOWN

27. CLEAN YOUR WORKSPACE

28. HAVE FUN

29. FINISH SOMETHING

Società italiane e tassi di crescita: la top 20


Lyra (un provider indipendente di informazioni e dati finanziari) ha pubblicato la classifica delle Società italiane con i più alti tassi di crescita nel 2011.

Per entrare nella classifica le società devono soddisfare requisiti da cui fondamentalmente emerga una performance al di sopra del mercato e una solida leadership aziendale.

In particolare la lista viene stilata scegliendo le aziende che:

1) negli ultimi cinque anni hanno sovraperformato rispetto agli indici generali di mercato e,

2) rispetto agli indici settoriali cui appartengono;

3) hanno mostrato un incremento significativo nell’ultimo quinquennio del giro d’affari e

4) degli utili netti aziendali;

5) sono leader nei rispettivi settori di appartenenza;

6) hanno una guidance positiva per il prossimo anno e

7) una leadership chiara e trasparente;

8 ) sono controllate da azionisti italiani o riconducibili a soggetti italiani.

La lista al momento tiene conto solo delle società quotate nei mercati regolamentati.

Fonte Dati: Borsa Italiana, Consob, Thomson – Reuters, Lyra AlphaStream. Aggiornamento: Agosto 2011

Questa la classifica (visibile meglio nella pagina dedicata Italy Fastest Growing Companies):




Le aziende più social – Top 50


In base al nuovo rapporto pubblicato da NetProspex, Google e Microsoft sono le aziende più “social” al mondo.

Nella Top 50 dominano le aziende tech, anche se ci sono alcune eccezioni. Pepsi, nonostante il “Pepsi refresh project”, rimane fuori dalle prime 50, mentre Coca cola è al 37° posto. Apple è in dodicesima posizione, Walt Disney crolla al 23° posto (rispetto al ranking di maggio).

Altre aziende presenti sono: Amazon, Ebay, EA, Goldman Sachs, Intel.

Il NetProspex Social Index (NPSI) è calcolato in base alle attività, amicizie e connessioni sociali degli uomini d’affari attraverso Facebook, LinkedIn, Twitter, Myspace, Friendster, Flickr, LiveJournal, hi5 e Flixster.

Ecco la classifica:

The social 50

World University Ranking 2010


La classifica aggiornata delle migliori Università al mondo. Sorpasso in testa, con Cambridge che supera Harvard.

Le prime posizioni:

World University Ranking 2010

E l’Italia? Scorri, scorri, scorri. C’è Bologna al 176° posto e Roma (La Sapienza) che entra al 190°.

Qui il sito con le altre posizioni ed i criteri per la valutazione delle Università.

http://www.topuniversities.com/university-rankings/world-university-rankings/2010/results

Italians in fuga: consigli per non farvi trovare impreparati


Grazie a Twitter e Facebook sono venuto a conoscenza di Italiansinfuga, un blog curato da Aldo Mencaraglia (da circa 2 anni) che sta avendo successo grazie soprattutto ai suoi consigli ed alla condivisione delle esperienze in giro per il mondo.

Secondo me è davvero importante trovare consigli sulle Università estere, sulle città migliori dove trovare lavoro, sulle competenze necessarie per poter tentare la “fuga” da questo paese (l’Italia) che soprattutto ultimamente non sta brillando per appeal (sia interno che esterno).

Oltre alle testimonianze ci sono anche notizie utili provenienti da tutto il mondo (classifiche per i migliori posti di lavoro) e annunci con le richieste di lavoro dall’estero.

Complimenti Aldo per l’iniziativa e per l’ottimo lavoro! :-)

I riferimenti:

http://twitter.com/italiansinfuga

http://www.youtube.com/italiansinfuga

http://www.facebook.com/italiansinfuga