Ben&Jerry’s e lo Scoop Tour 2012: la mia candidatura!


Ciao ragazzi, oggi sono qui per parlarvi della mia candidatura proposta a Ben&Jerry’s per lo Scoop Tour 2012.

Praticamente:

“La campagna 2012 prevedrà tra le altre attività lo Scoop Tour, un tour che porterà un furgoncino carico di gelati e altre sorprese nelle principali piazze italiane da lunedì 7 maggio a domenica 17 giugno…

Per lo Scoop Tour, Ben & Jerry’s cerca un Digital Reporter che sarà l’anello di congiunzione tra il web e la “strada”.
Responsabile del “Diario di Bordo”, il DR dovrà redigere quotidianamente e postare in tempo reale sul web, interfacciandosi col Team Social, tutto quello che accade durante il tour.

Contemporaneamente sarà chiamato a gestire le richieste degli utenti che attraverso i social network potranno suggerire le altre tappe del viaggio.”

La trovo davvero molto originale :)
Siete curiosi di vedere come ho pensato di presentarmi?

Siete pronti?

Ben&Jerry's e lo Scoop Tour 2012: la mia candidatura!

“Per partecipare allo Scoop Tour sarei disposta a tutto…Anche a vestirmi da mucca!! SceglieteMUUU

Ora non mi resta che incrociare le dita!

A presto,

Valeria

Ps. Il vestito l’ho realizzato dopo un attacco d’arte improvviso! :)

Cristina e Simone con #Nofreejobs, su La3


#Nofreejobs e le ultime novità

L’iniziativa #Nofreejobs prosegue. Se ci state seguendo sui vari canali social (Facebook e Twitter in primis) saprete che stiamo cercando di non far cadere nel dimenticatoio il grido della maggior parte dei giovani italiani.

Oltre i blog, che continuano a parlare di noi, le novità principali sono due:

1) lo spazio dedicato a No free jobs durante la puntata di Smart&App (programma che parla di tecnologia, su La3, condotto da Silvia Vianello);

2) lo sviluppo dell’app per Android, che i nostri amici di Web in Fermento hanno portato al terzo posto del contest BeMyApp (svoltosi a Bari lo scorso weekend).

Prima di lasciarvi con i video relativi a queste novità, aggiungo anche il sito (in versione beta) di No free jobs.

No free jobs @ Smart&App

No free jobs @ BeMyApp

Continuate a seguirci e supportarci!

Grazie a tutti! :)

7 consigli per un buon Social Media Marketing


Oggi per un azienda è fondamentale essere presente nelle “piazze virtuali” dei Social Network. Purtroppo non tutte le aziende hanno un buon approccio al Social.

In questo post verranno elencate alcune pratiche da evitare con relativi consigli utili per pianificare un’ottima campagna Social.

  1. Non cercare di essere visibile in tutto il mondo. 

La questione non è come una società dovrebbe essere presente sui mezzi di comunicazione, ma in quale di essi. Innanzitutto bisogna selezionare il Social Network che più si addice al tipo di azienda e al target a cui si rivolge. In questo modo si riducono le probabilità di fallimento e si arriva dritti al punto. Si deve puntare sulla qualità e non sulla quantità. Ogni Social Network inoltre, ha degli appositi strumenti di monitoraggio e di ricerca che vi aiuteranno a conoscere al meglio il vostro target e il vostro settore di riferimento.

2.  Non cercare di vendere

Puoi utilizzare al meglio il tuo tempo cercando piuttosto di capire la reputazione del marchio, facendo domande, partecipando attivamente alla vita di un social network. Strumenti come CRM tool possono aiutarti in questo.

3.  Pensa prima di parlare

La comunicazione nei social media è fondamentale. Ogni parola o  frase deve essere considerata come un messaggio aziendale ufficiale, quindi attenzione a quello che scrivete. Le persone o il team di persone dietro le quinte dovrebbero conoscere la filosofia aziendale per comunicare al meglio con il proprio pubblico.

4.  Danni alla reputazione

Può accadere, a causa di una cattiva comunicazione o a causa di un problema al proprio prodotto, che attorno al vostro marchio si creino brutte opinioni, commenti negativi, recensioni molto dure… Risposte sincere e  trasparenti possono essere la soluzione più giusta, ma anche far riferimento ad un comunicato stampa sul proprio sito ufficiale in cui vengono descritti il problema, le possibili cause e soluzioni.

5.  Non parlare solo ed esclusivamente del tuo business

Parlare sempre e solo delle straordinarie potenzialità dei vostri prodotti risulta noioso ai vostri clienti. Una sana concorrenza senza ostruzionismi è ben accetta nell’era Social. Quindi riferirsi ad altro che non sia il vostro prodotto è caldamente consigliato. Siate generosi, aperti ed onesti.

6.  No allo Spam

Le tecniche dello spamming sono una delle cause che fa scappare i clienti. Le tecniche black hat e gray hat non sono quello che fa per voi. Pensate a cosa ci si aspetta di ricevere da una rete in cui Aziende e clienti interagiscono.

7.  Non dimenticare le buone maniere

È evidente che essere scontrosi e maleducati nel socializzare e interagire con i propri clienti non paga. Quindi siate gentili e cordiali ricordando di dire grazie e scusarvi, se necessario, per evitare conflitti.

Ripreso da Web Seo Analytics

#nofreejobs: la prima infografica riassuntiva


Ecco la prima infografica con il riassunto della nostra iniziativa. La prima di molte novità. Continuiamo così!!

No free jobs! Grazie a tutti voi per il sostegno e la denuncia dei casi.

Vi consiglio di seguirci su Twitter e su Facebook per gli aggiornamenti in tempo reale! Grazie da tutti noi.

I 13 ruoli di un Community Manager Interno


Quando ci si riferisce ad un “Community Manager” si parla di qualcuno che possa gestire le relazioni online per una particolare Marca o Azienda utilizzando strumenti come Facebook, Twitter ed i Blog.

Leggendo un post HR COMMUNICATION ho scoperto che negli ultimi anni pare stia emergendo un nuovo ruolo di Community Manager, l’“Internal Community Manager”.

Con la proliferazione di software di Enterprise 2.0, fornitori e clienti si sono resi conto che queste comunità non appaiono da sole, magicamente. Insieme a questa consapevolezza è aumentata la richiesta di persone per gestire le scelte degli utenti, il marketing e la gestione della comunità.

Questa posizione può sembrare il lavoro perfetto per lo specialista dei Social Media nella vostra organizzazione. Di seguito alcune sue responsabilità:

  • Moderazione dei forum;
  • Scrivere post sul blog;
  • Curare wiki;
  • Organizzare briefing sui Social Media;
  • Sviluppare strategie di adozione da parte dell’utente;
  • Rispondere alle domande degli utenti;
  • Monitorare e analizzare le attività degli utenti;

Ma l’Internal Community Manager in realtà si occupa di molti altri ruoli, non tutti piacevoli ed emozionanti e molti dei quali non saranno in cima alla lista dei desideri dei potenziali candidati.

Diamo uno sguardo ad alcuni di essi:

       1.      Arbitro

Quando qualcuno posta un link ad un articolo abbastanza scottante, ad esempio politico, e la conversazione inizia a evolvere verso insulti e sarcasmo partigiano, indovinate chi sarà a guidare la conversazione verso un sano e professionale dibattito? Non è possibile infatti utilizzare i privilegi di amministratore per bloccare o eliminare la conversazione, altrimenti non saresti un community manager, ma il Grande Fratello.

       2.      Mediatore

Quando la comunità inizia a lamentarsi della velocità, dell’affidabilità e dell’accessibilità della piattaforma, è necessario far notare tali preoccupazioni agli sviluppatori e spingerli a risolvere i problemi.

Se una nuova caratteristica sviluppata per gli utenti è piena di bug, non si può semplicemente allinearsi con l’azienda e dire che è un prodotto di altissimo livello, ma bisogna essere in grado di offrire onestà e imparzialità.

Dopo tutto, siete l’avvocato per la comunità, non un portavoce del team di sviluppo.

       3.      Party Promoter

Il volantinaggio tornerà ad essere di moda. Se necessario infatti, distribuirete volantini, invierete e-mail, organizzerete briefing e qualsiasi altra cosa voi possiate fare per convincere la gente ad intervenire.

       4.      Comico

Non si può eliminare il ruolo “Sociale” nei Social Media e quindi deve esserci qualcuno lì per far divertire la comunità.  Il community manager deve essere confortevole e con il giusto umorismo in un ambiente professionale.

       5.      Insegnante

Mai provato a insegnare ad un golfista a cambiare il suo swing dopo che lo ha fatto allo stesso modo per 20 anni? Preparatevi ad un impresa molto più impegnativa.

È già molto cercare di insegnare a qualcuno che è meglio usare un wiki per la collaborazione piuttosto che una mail. Abituatevi a persone che copiano e incollano il contenuto dall’esterno in un documento Word, per tenere traccia delle modifiche, e poi inviandovi il documento Word, vi dicono di “dare un’occhiata” prima di caricarlo sul wiki.

       6.      Leader ispiratore

Non avrete abbastanza ore nel giorno per fare tutto quello che volete.

Non si può curare il wiki, scrivere sul tuo blog, moderare tutti i forum, rimanere attivi comunicando e fare da soli tutto il resto .

Avrete bisogno di identificare altri membri della comunità che potrebbero aiutarvi e a cui dovrete far adottare il vostro approccio lavorativo. Ma realmente non avrai alcuna autorità effettiva, ed anche loro avranno altre cose da fare. Buona fortuna!

       7.      Centro assistenza

Quando l’editor WYSIWYG per i Blog non funziona correttamente, a chi pensi si rivolgeranno gli utenti? La risposta non è l’assistenza. Sei tu.

Riceverai e-mail, messaggi, telefonate e messaggi istantanei di assistenza da parte di tutti gli utenti perché sei la persona che vedono più spesso utilizzare la piattaforma. Avranno fiducia di ottenere una risposta giusta da te piuttosto che da qualche ragazzo senza nome dietro una lista di distribuzione di e-mail.

       8.      Psichiatra

Quando nasce un blog e nessuno lo legge o lo commenta. Devi essere pronto a contribuire a rassicurare lui o lei, a gestire le loro aspettative, a dare suggerimenti, trucchi e a ricostruire la loro autostima in modo che il Blog continuerà ad essere attivo.

       9.      Fomentatore

Le conversazioni di lavoro possono diventare piuttosto noiose. Dovrai essere colui che può avviare e gestire conversazioni difficili con la comunità.  Indovina chi scriverà il post sul blog criticando l’ultima manovra politica?

       10.      Cheerleader

Quando i membri della comunità utilizzeranno la piattaforma in modo corretto e contribuiranno a qualcosa di veramente prezioso, è necessario che tu sia il primo a condividerla il più possibile. Hai bisogno di essere la persona  che mette in primo piano quel membro della comunità e dire a tutti gli altri quello che ha fatto e come gli altri possono apprendere da lui. È necessario essere quello che fa il tifo per gli altri in modo tale da dare loro il rinforzo positivo di cui hanno bisogno.

       11.      Responsabile del progetto

Queste comunità non si costruiscono da sole. Sei tu il responsabile della creazione e la distribuzione di tutti i tipi di rapporti, briefing, schede informative e metriche. Avrai bisogno di un piano per soddisfare tali scadenze mentre sarai impegnato con la comunità stessa.

       12.      Scrittore

Ogni piattaforma, comunità ha una sorta “ABOUT”. Dovrete essere in grado di scrivere il contenuto in un modo professionale ma informale abbastanza che la gente possa leggerlo ed interessarsi ad esso.

       13.      Bidello

Quando si apre il backup del disco locale condiviso, è probabile che vedere 47 diverse versioni dello stesso documento. Si spera che una di quelle contenga un grande “FINALE” nel nome del file. Le vecchie versioni sono buone per ogni evenienza, ma in realtà ingombrano la cartella e rendono difficile trovare qualcosa.

La stessa cosa accade in una comunità online. La gente pubblica cose nei post o nel forum sbagliato, commentano a metà gli articoli sul blog, caricano documenti senza i loro tag, ecc. Dovrai essere tu a ripulire questi pasticci.

Quindi quando state per decidere di ingaggiare quel tale ragazzo nel vostro team, ricordatevi degli altri ruoli che dovrete assumere.

Vi converrà forse prendere qualcuno  molto più esperto del settore?

Social Media e aziende: il potere che passa dalla parte delle persone


Leggendo un post interessante su Simply Zesty ho deciso di tradurlo e riportare le cose più importanti. Buona lettura! ;)

Da quando le aziende hanno deciso di essere presenti sui social network hanno dovuto modificare radicalmente il loro modo di comunicare e rapportarsi con i propri clienti.

Infatti una qualsiasi azione da parte delle aziende riferita al proprio prodotto e non, è sottoposta al feedback del cliente, che può essere positivo o negativo. Il trend in quest’ultimo periodo è quello dei gruppi consumatori che criticano, contestano, condannano quella particolare azienda per aver apportato qualche modifica al proprio Brand: questo perché dispongono di voce in capitolo, grazie a blog, social network, wiki, ecc.

Di seguito vi mostrerò 2 casi di attacco organizzato da parte dei consumatori.

Il caso della salsa HP

Recentemente la HP ha deciso di cambiare la propria ricetta, in uso da cira 116 anni, per diminuire il contenuto del sale. È chiaro che gli intenti erano buoni, ossia di rendere più salutare il prodotto.

I consumatori, evidentemente non dello stesso avviso, hanno iniziato una vera e propria campagna sui social, criticando aspramente la scelta del brand su Facebook e Twitter. Ed è stato proprio il mezzo comunicativo a dare un’ampia risonanza al fatto, senza il quale non si sarebbe creato tutto questo polverone.

Twinings Earl Tea

Altra azienda che ha deciso di cambiare la ricetta del suo famoso tea, aumentando la percentuale di succo di limone. Altra battaglia social su facebook. È stato anche creato un gruppo intitolato “Bring back our Earl Grey tea” e una FanPage dal nome “Bring back the original Twinings Earl Grey tea”.

Twinings ha ascoltato le critiche dei suoi consumatori ed ha ripristinato l’antica ricetta. Ciò potrebbe sembrare un atto di sottomissione verso il cliente, ma i risultati di quest’azione ne testimoniano la bontà. Infatti si è iniziato a parlare di più del marchio, che ha avuto più gradimento e addirittura le scatole di tea con la nuova ricetta sono andate a ruba prima che fossero tolte dal mercato.

Questi due casi dimostrano quanto sia cambiata l’esistenza di un brand, soprattutto se presente su un mercato social, fatto di comunicazione e confronto. È molto importante che l’azienda prima di applicare una qualsiasi modifica al proprio prodotto debba sensibilizzare i propri clienti e interagire con loro.

Questo non significa subirli passivamente e forse nemmeno che il potere sia passato completamente dalla loro parte. Piuttosto bisogna adeguarsi alle nuove logiche di un mercato sempre social e sempre più “face to face” con le persone.

Diaspora: testiamo anche quest’altro Social!


Cos’è Diaspora?

Diaspora è il social network che ti permette di controllare le tue informazioni. Sei tu a decidere cosa ti piacerebbe condividere e con chi. Di conservare la piena proprietà di tutte le informazioni, tra cui liste di amici, messaggi, foto e dettagli del profilo.

Condividi ciò che vuoi, con chi vuoi“.

Arrivo dopo circa un anno dal lancio. Appena entro, dopo l’inserimento di mail, foto e bio (ormai consuetudine), ho come un flashback: ho già visto “questo posto”!

Barra in alto nera, 3 colonne principali: a sinistra gli aspects (dei gruppi dove inserire le persone), al centro lo stream dei contenuti, a destra i contatti, gli inviti, le connessioni con Facebook e Twitter e.. le donazioni.

Caspita, Google+ è identico! Per farvi capire vi mostro le immagini dei due social.

Diaspora

Google Plus

Inviti illimitati, pseudonimi ancora permessi (mentre G+ non li permette), tag da seguire, app (come cubbi.es per le foto) e privacy (su cui tutti puntano per spodestare Facebook): Diaspora è il social open source.

Secondo me il progetto è anche ben fatto, ma i numeri? Facebook viaggia sui 750 milioni di utenti, Google gongola forte dei suoi innumerevoli servizi, Twitter ha la sua nicchia bella consolidata: ci sarà spazio per Diaspora?

Vi aggiornerò con il passare del tempo, per il momento non sono convintissimo!

Kickstarter video

Spreaker: per il dj che c’è dentro di noi!


Social, user generated, web, radio: riuscireste a metterli insieme? :)

Se volete saperlo, c’è già chi ci è riuscito: parliamo di Spreaker, che gli autori definiscono la prima social Web radio!

L’idea alla base del progetto è quella di dare a tutti la possibilità di fare sentire la propria voce, ricreando lo spirito delle radio libere anni ’70: non solo programmi registrati da DJ professionisti ma show nati dal basso, dalle persone comuni”.

Tutti possono creare i propri contenuti ed il bello è proprio questo: creare il proprio palinsesto, con le tracce, la libreria e la console dedicata. Immaginate la forza del progetto e la bellezza per chi, appassionato di musica o con il sogno di fare lo speaker radiofonico, voglia cominciare a prendere dimestichezza con il Deejaying.

Bravi, davvero ottima iniziativa! :)

Il blog: http://blog.spreaker.com/

Facebook: http://www.facebook.com/spreaker