Il passaparola negativo: II° capitolo


Come promesso torno a parlare di rapporti tra Aziende e Consumatori sui Social Network.

Dopo aver raccontato cosa succede in Barilla con l’inceneritore (sulla pagina di Facebook continuano ad arrivare commenti da parte delle persone ed è stata postata la traduzione della lettera inviata dal Comune di San Francisco al Sindaco di Parma per far cambiare idea riguardo le strategie sul riciclo dei rifiuti solidi urbani) passiamo ad altri due casi più o meno noti:

1) Fiat
Diciamo che la casa torinese non ha gestito al meglio la vicenda riguardante lo stabilimento di Termini Imerese (in chiusura alla fine del 2011) e le reazioni avute su Facebook (che hanno coinvolto anche Fiorello).
Sono nati molti gruppi contro la chiusura dello stabilimento che hanno tirato in ballo lo showman, coinvolto come protagonista degli spot e siciliano doc.
Sulla pagina ufficiale Fiat nessuna nota o discussione ufficiale in merito, mentre Fiorello ha scritto una lettera tramite il suo sito per chiarire la posizione promettendo di  rimanere vicino alle vicende degli operai e cercando di tenere accese le luci su Termini Imerese (rivolgendosi a Marchionne ed ai vertici aziendali ha chiesto di salvare lo stabilimento).

Jose Gragnianiello aveva provato a “stuzzicare” la Fiat, ma non c’è stata risposta.

2) Tg1
Altro caso venuto alla ribalta da poco è quello del Tg1.
L’uso scorretto della fan page di Facebook (gli errori/orrori visti perfettamente da Doctor Brand) è salito alla ribalta per il caso Mills (dando la notizia della prescrizione del reato di corruzione contestato a Mills, il Tg ha parlato di “assoluzione”!!). Sulla pagina infatti si sono scatenati i commenti (insulti per essere chiari) delle persone senza alcuna risposta da parte di chi si occupa di gestirla. In pratica è una sorta di televideo sul Web, dove sono gli utenti ad aprire discussioni senza un minimo di conversazione.

Queste le tre situazioni, con diverse sfumature, che caratterizzano altrettante realtà importanti del nostro paese.
Da non addetto ai lavori, da studente che si aggira nel Web ed a cui piace informarsi posso dire che:

– sicuramente in Italia ancora possiamo migliorare nell’utilizzo pro-utenti degli strumenti di Social Media Marketing;

– dall’esterno posso farmi un’idea di quello che “dovrebbe” essere il corretto utilizzo di questi strumenti, ma poi ci sono logiche/dinamiche che sicuramente mi sfuggono;

creare una pagina su Fb non vuol dire essere presenti e conversare;

– allo stesso modo c’è differenza tra quando la pagina viene gestita direttamente dall’azienda e quando viene lasciata nelle mani di un’agenzia che si limita a seguire le regole imposte;

– idem quando ad occuparsene è un’area (magari Marketing o Comunicazione) interna all’azienda che su certi temi non ha voce in capitolo;

– ultimo, ma non per importanza, è il problema delle aziende di mediare tra Istituzioni/Leggi, temi inerenti la salute/l’ambiente e le persone/consumatori.

Aspetteremo qualche cambiamento in positivo e, senza dubbio, proporrò un post su quelle Aziende che fanno della conversazione il loro punto di forza.

2 thoughts on “Il passaparola negativo: II° capitolo

  1. Prego “Doctor”🙂. Complimenti a te, ti seguo sempre.

    Visto che ci sono, ti faccio anche gli Auguri per la nuova arrivata. Sicuramente una bellissima soddisfazione!

    Simone

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