Wi-fi, questo sconosciuto (in Italia)


Wi-fi

Leggendo in rete i vari articoli che parlano della situazione italiana riguardo il wi-fi e le aree coperte da connessioni viene quasi da ridere. Questa è la classica situazione in cui gli annunci di investimenti in infrastrutture tecnologiche sono squillanti ma poi quando si torna a controllare come vanno davvero le cose (magari ad anni di distanza) ci si accorge dei deficit nostrani. Mentre all’estero la situazione è diversa (certo da paese a paese) da noi si fa fatica a capire l’importanza di avere l’accesso ad Internet, soprattutto negli spazi aperti (tipo parchi, centri storici, aeroporti, metropolitane, ecc). Oltre i nostri ritardi strutturali andiamo sempre a complicare la situazione, vedi Decreto Pisanu prorogato per tutto il 2010 che prevede l’identificazione degli utenti che si collegano al web tramite la propria rete.

Analizziamo per esempio la situazione delle due maggiori città italiane, Milano e Roma.

MILANO: La situazione viene ben descritta su questo articolo del Corriere. Quindi pochi punti di accesso, introvabili e che funzionano male. Per la città che ospiterà l’Expo nel 2015 servono interventi decisi di ammodernamento, in vista di questo appuntamento che metterà in vetrina non solo Milano ma l’Italia intera. Basta fare una semplice ricerca su Google per trovare documenti e presentazioni che parlano del progetto “Milano Città Digitale” (qui e qui per esempio), presentato qualche anno fa dal Comune di Milano. I passi avanti sono stati davvero pochi!

ROMA: La situazione sembra migliore. Il progetto Provincia WIFI consiste nell’installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio provinciale di apparati per l’accesso gratuito ad Internet. Il progetto è aperto al contributo dei privati, esercizi commerciali e associazioni no profit, che possono installare gli access point nei loro locali e, nel rispetto delle norme di legge previste per l’accesso alla Rete, offrire un servizio ai loro clienti o associati. L’obiettivo è di installare altri 248 hot spot entro la fine del 2010 (che si aggiungono ai 200 già presenti). I primi passi sembrano positivi ed incoraggianti, con la copertura di zone frequentate dai giovani (Ponte Milvio ed Ostia) e ad alto interesse turistico/culturale (Auditorium Parco della Musica, Castel Sant’Angelo, Villa Ada, Villa Borghese, Bioparco, ecc). C’è anche il gruppo su Facebook

Questo progetto rientra nell’iniziativa Zero Digital Divide, che mira a connettere i cittadini, il territorio, le amministrazioni e la tecnologia.

Inutile dire che spero in miglioramenti in tempi brevi. Per vari motivi:

  • forte aumento dell’utilizzo di Internet in mobilità;
  • crescente sviluppo di Social network & geolocalizzazione;
  • possibilità di sfruttare il Wi-fi per le amministrazioni locali;
  • comodo per i turisti che arrivano in Italia e cercano informazioni utili.

Possibile che siamo sempre follower (e pure in ritardo)????? Per concludere metto qualche link utile.

Qui il motore di ricerca degli Hot spots Wi-fi in Italia.

Qui il Comitato Banda Larga (con glossario dei termini).

Qui l’Osservatorio sulla Banda larga.

Qui un breve botta e risposta con il ministro.

Qui il Decreto Pisanu.

One thought on “Wi-fi, questo sconosciuto (in Italia)

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