7 consigli per un buon Social Media Marketing


Oggi per un azienda è fondamentale essere presente nelle “piazze virtuali” dei Social Network. Purtroppo non tutte le aziende hanno un buon approccio al Social.

In questo post verranno elencate alcune pratiche da evitare con relativi consigli utili per pianificare un’ottima campagna Social.

  1. Non cercare di essere visibile in tutto il mondo. 

La questione non è come una società dovrebbe essere presente sui mezzi di comunicazione, ma in quale di essi. Innanzitutto bisogna selezionare il Social Network che più si addice al tipo di azienda e al target a cui si rivolge. In questo modo si riducono le probabilità di fallimento e si arriva dritti al punto. Si deve puntare sulla qualità e non sulla quantità. Ogni Social Network inoltre, ha degli appositi strumenti di monitoraggio e di ricerca che vi aiuteranno a conoscere al meglio il vostro target e il vostro settore di riferimento.

2.  Non cercare di vendere

Puoi utilizzare al meglio il tuo tempo cercando piuttosto di capire la reputazione del marchio, facendo domande, partecipando attivamente alla vita di un social network. Strumenti come CRM tool possono aiutarti in questo.

3.  Pensa prima di parlare

La comunicazione nei social media è fondamentale. Ogni parola o  frase deve essere considerata come un messaggio aziendale ufficiale, quindi attenzione a quello che scrivete. Le persone o il team di persone dietro le quinte dovrebbero conoscere la filosofia aziendale per comunicare al meglio con il proprio pubblico.

4.  Danni alla reputazione

Può accadere, a causa di una cattiva comunicazione o a causa di un problema al proprio prodotto, che attorno al vostro marchio si creino brutte opinioni, commenti negativi, recensioni molto dure… Risposte sincere e  trasparenti possono essere la soluzione più giusta, ma anche far riferimento ad un comunicato stampa sul proprio sito ufficiale in cui vengono descritti il problema, le possibili cause e soluzioni.

5.  Non parlare solo ed esclusivamente del tuo business

Parlare sempre e solo delle straordinarie potenzialità dei vostri prodotti risulta noioso ai vostri clienti. Una sana concorrenza senza ostruzionismi è ben accetta nell’era Social. Quindi riferirsi ad altro che non sia il vostro prodotto è caldamente consigliato. Siate generosi, aperti ed onesti.

6.  No allo Spam

Le tecniche dello spamming sono una delle cause che fa scappare i clienti. Le tecniche black hat e gray hat non sono quello che fa per voi. Pensate a cosa ci si aspetta di ricevere da una rete in cui Aziende e clienti interagiscono.

7.  Non dimenticare le buone maniere

È evidente che essere scontrosi e maleducati nel socializzare e interagire con i propri clienti non paga. Quindi siate gentili e cordiali ricordando di dire grazie e scusarvi, se necessario, per evitare conflitti.

Ripreso da Web Seo Analytics

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I 13 ruoli di un Community Manager Interno


Quando ci si riferisce ad un “Community Manager” si parla di qualcuno che possa gestire le relazioni online per una particolare Marca o Azienda utilizzando strumenti come Facebook, Twitter ed i Blog.

Leggendo un post HR COMMUNICATION ho scoperto che negli ultimi anni pare stia emergendo un nuovo ruolo di Community Manager, l’“Internal Community Manager”.

Con la proliferazione di software di Enterprise 2.0, fornitori e clienti si sono resi conto che queste comunità non appaiono da sole, magicamente. Insieme a questa consapevolezza è aumentata la richiesta di persone per gestire le scelte degli utenti, il marketing e la gestione della comunità.

Questa posizione può sembrare il lavoro perfetto per lo specialista dei Social Media nella vostra organizzazione. Di seguito alcune sue responsabilità:

  • Moderazione dei forum;
  • Scrivere post sul blog;
  • Curare wiki;
  • Organizzare briefing sui Social Media;
  • Sviluppare strategie di adozione da parte dell’utente;
  • Rispondere alle domande degli utenti;
  • Monitorare e analizzare le attività degli utenti;

Ma l’Internal Community Manager in realtà si occupa di molti altri ruoli, non tutti piacevoli ed emozionanti e molti dei quali non saranno in cima alla lista dei desideri dei potenziali candidati.

Diamo uno sguardo ad alcuni di essi:

       1.      Arbitro

Quando qualcuno posta un link ad un articolo abbastanza scottante, ad esempio politico, e la conversazione inizia a evolvere verso insulti e sarcasmo partigiano, indovinate chi sarà a guidare la conversazione verso un sano e professionale dibattito? Non è possibile infatti utilizzare i privilegi di amministratore per bloccare o eliminare la conversazione, altrimenti non saresti un community manager, ma il Grande Fratello.

       2.      Mediatore

Quando la comunità inizia a lamentarsi della velocità, dell’affidabilità e dell’accessibilità della piattaforma, è necessario far notare tali preoccupazioni agli sviluppatori e spingerli a risolvere i problemi.

Se una nuova caratteristica sviluppata per gli utenti è piena di bug, non si può semplicemente allinearsi con l’azienda e dire che è un prodotto di altissimo livello, ma bisogna essere in grado di offrire onestà e imparzialità.

Dopo tutto, siete l’avvocato per la comunità, non un portavoce del team di sviluppo.

       3.      Party Promoter

Il volantinaggio tornerà ad essere di moda. Se necessario infatti, distribuirete volantini, invierete e-mail, organizzerete briefing e qualsiasi altra cosa voi possiate fare per convincere la gente ad intervenire.

       4.      Comico

Non si può eliminare il ruolo “Sociale” nei Social Media e quindi deve esserci qualcuno lì per far divertire la comunità.  Il community manager deve essere confortevole e con il giusto umorismo in un ambiente professionale.

       5.      Insegnante

Mai provato a insegnare ad un golfista a cambiare il suo swing dopo che lo ha fatto allo stesso modo per 20 anni? Preparatevi ad un impresa molto più impegnativa.

È già molto cercare di insegnare a qualcuno che è meglio usare un wiki per la collaborazione piuttosto che una mail. Abituatevi a persone che copiano e incollano il contenuto dall’esterno in un documento Word, per tenere traccia delle modifiche, e poi inviandovi il documento Word, vi dicono di “dare un’occhiata” prima di caricarlo sul wiki.

       6.      Leader ispiratore

Non avrete abbastanza ore nel giorno per fare tutto quello che volete.

Non si può curare il wiki, scrivere sul tuo blog, moderare tutti i forum, rimanere attivi comunicando e fare da soli tutto il resto .

Avrete bisogno di identificare altri membri della comunità che potrebbero aiutarvi e a cui dovrete far adottare il vostro approccio lavorativo. Ma realmente non avrai alcuna autorità effettiva, ed anche loro avranno altre cose da fare. Buona fortuna!

       7.      Centro assistenza

Quando l’editor WYSIWYG per i Blog non funziona correttamente, a chi pensi si rivolgeranno gli utenti? La risposta non è l’assistenza. Sei tu.

Riceverai e-mail, messaggi, telefonate e messaggi istantanei di assistenza da parte di tutti gli utenti perché sei la persona che vedono più spesso utilizzare la piattaforma. Avranno fiducia di ottenere una risposta giusta da te piuttosto che da qualche ragazzo senza nome dietro una lista di distribuzione di e-mail.

       8.      Psichiatra

Quando nasce un blog e nessuno lo legge o lo commenta. Devi essere pronto a contribuire a rassicurare lui o lei, a gestire le loro aspettative, a dare suggerimenti, trucchi e a ricostruire la loro autostima in modo che il Blog continuerà ad essere attivo.

       9.      Fomentatore

Le conversazioni di lavoro possono diventare piuttosto noiose. Dovrai essere colui che può avviare e gestire conversazioni difficili con la comunità.  Indovina chi scriverà il post sul blog criticando l’ultima manovra politica?

       10.      Cheerleader

Quando i membri della comunità utilizzeranno la piattaforma in modo corretto e contribuiranno a qualcosa di veramente prezioso, è necessario che tu sia il primo a condividerla il più possibile. Hai bisogno di essere la persona  che mette in primo piano quel membro della comunità e dire a tutti gli altri quello che ha fatto e come gli altri possono apprendere da lui. È necessario essere quello che fa il tifo per gli altri in modo tale da dare loro il rinforzo positivo di cui hanno bisogno.

       11.      Responsabile del progetto

Queste comunità non si costruiscono da sole. Sei tu il responsabile della creazione e la distribuzione di tutti i tipi di rapporti, briefing, schede informative e metriche. Avrai bisogno di un piano per soddisfare tali scadenze mentre sarai impegnato con la comunità stessa.

       12.      Scrittore

Ogni piattaforma, comunità ha una sorta “ABOUT”. Dovrete essere in grado di scrivere il contenuto in un modo professionale ma informale abbastanza che la gente possa leggerlo ed interessarsi ad esso.

       13.      Bidello

Quando si apre il backup del disco locale condiviso, è probabile che vedere 47 diverse versioni dello stesso documento. Si spera che una di quelle contenga un grande “FINALE” nel nome del file. Le vecchie versioni sono buone per ogni evenienza, ma in realtà ingombrano la cartella e rendono difficile trovare qualcosa.

La stessa cosa accade in una comunità online. La gente pubblica cose nei post o nel forum sbagliato, commentano a metà gli articoli sul blog, caricano documenti senza i loro tag, ecc. Dovrai essere tu a ripulire questi pasticci.

Quindi quando state per decidere di ingaggiare quel tale ragazzo nel vostro team, ricordatevi degli altri ruoli che dovrete assumere.

Vi converrà forse prendere qualcuno  molto più esperto del settore?

Social Media e aziende: il potere che passa dalla parte delle persone


Leggendo un post interessante su Simply Zesty ho deciso di tradurlo e riportare le cose più importanti. Buona lettura! 😉

Da quando le aziende hanno deciso di essere presenti sui social network hanno dovuto modificare radicalmente il loro modo di comunicare e rapportarsi con i propri clienti.

Infatti una qualsiasi azione da parte delle aziende riferita al proprio prodotto e non, è sottoposta al feedback del cliente, che può essere positivo o negativo. Il trend in quest’ultimo periodo è quello dei gruppi consumatori che criticano, contestano, condannano quella particolare azienda per aver apportato qualche modifica al proprio Brand: questo perché dispongono di voce in capitolo, grazie a blog, social network, wiki, ecc.

Di seguito vi mostrerò 2 casi di attacco organizzato da parte dei consumatori.

Il caso della salsa HP

Recentemente la HP ha deciso di cambiare la propria ricetta, in uso da cira 116 anni, per diminuire il contenuto del sale. È chiaro che gli intenti erano buoni, ossia di rendere più salutare il prodotto.

I consumatori, evidentemente non dello stesso avviso, hanno iniziato una vera e propria campagna sui social, criticando aspramente la scelta del brand su Facebook e Twitter. Ed è stato proprio il mezzo comunicativo a dare un’ampia risonanza al fatto, senza il quale non si sarebbe creato tutto questo polverone.

Twinings Earl Tea

Altra azienda che ha deciso di cambiare la ricetta del suo famoso tea, aumentando la percentuale di succo di limone. Altra battaglia social su facebook. È stato anche creato un gruppo intitolato “Bring back our Earl Grey tea” e una FanPage dal nome “Bring back the original Twinings Earl Grey tea”.

Twinings ha ascoltato le critiche dei suoi consumatori ed ha ripristinato l’antica ricetta. Ciò potrebbe sembrare un atto di sottomissione verso il cliente, ma i risultati di quest’azione ne testimoniano la bontà. Infatti si è iniziato a parlare di più del marchio, che ha avuto più gradimento e addirittura le scatole di tea con la nuova ricetta sono andate a ruba prima che fossero tolte dal mercato.

Questi due casi dimostrano quanto sia cambiata l’esistenza di un brand, soprattutto se presente su un mercato social, fatto di comunicazione e confronto. È molto importante che l’azienda prima di applicare una qualsiasi modifica al proprio prodotto debba sensibilizzare i propri clienti e interagire con loro.

Questo non significa subirli passivamente e forse nemmeno che il potere sia passato completamente dalla loro parte. Piuttosto bisogna adeguarsi alle nuove logiche di un mercato sempre social e sempre più “face to face” con le persone.

Come e perché i consumatori scelgono uno smartphone


Smartphone LG Android

Oggi sempre più persone in tutto il mondo scelgono di acquistare uno smartphone.

Grazie alla tecnologia NFC e alle applicazioni Mobile sta cambiando radicalmente il modo di agire e di comunicare fra le persone.

Ma quali sono le motivazioni dell’ acquisto di un determinato Smartphone ed in che modo esse ne determinano la scelta da parte degli utenti?

La ricerca a cui faremo riferimento è stata rilasciata da Mintel, nella quale i consumatori di smartphone sono stati suddivisi in 2 categorie:

  1. Smartphone upgraders, ossia gli utenti che scelgono di cambiare il loro smartphone con uno nuovo;
  2. Replacement buyers, tutti quelli che passano ad uno smartphone;

Da un sondaggio dei ricercatori è risultato che circa il 24% della popolazione intervistata cambia il proprio dispositivo ogni 2 anni. È proprio questa la caratteristica che differenzia questa sezione del mercato dalle altre.

Quali sono quindi le caratteristiche che influenzano il consumatore nel cambiare il proprio smartphone?

  • 4G. Anche se la copertura di rete è ancora limitata alle grandi città, il 16 % della popolazione intervistata è allettata dalle potenzialità del 4G e dichiara di voler cambiare il proprio dispotivo con un altro che abbia questa caratteristica.
  • Video chiamata. La video chiamata grazie agli smartphone sta acquisendo sempre più una tendenza principale nell’uso dello smartphone. Servizi quali Skype stanno espandendosi enormemente. Ma, anche se il 15% sel campione ha ammesso che è interessato a fare video chiamate, solo il 10% cambierà in futuro il suo dispostivo con un altro con questa caratteristica.
  • Grande schermo. Gli schermi dgli smartphone stanno diventando sempre più larghi, all’unisono con le tendenze del mercato. Infatti il 27% degli intervistati vuole lo schermo del proprio dispotivo molto grande. A queste tendenze sta rispondendo anche la Apple, la quale dovrebbere proporre al mercato uno schermo più grande per l’iPhone 5.
  • GPS. Servizi basati sulla geolocalizzazione stanno espandendosi su quasi tutte le piattaforme social più frequentate. Il fatto è che il 52% degli intervistati hanno usato questo servizio negli ultimi 30 giorni.

Ma dove vengono compiuti gli acquisti?

Dallo studio dei ricercatori della Mintel sempre più Smartphone vengono acquistati online.

Come si vede nel dettaglio, gli acquisti via internet tra il 2009 e il 2010 sono aumentati di 4.6 punti percentuali.

Questo per 2 motivi:

  • Perchè il costo, è minore rispetto ai tradizionali negozi. Ci sono siti in cui è molto più economico acquistare uno smartphone rispetto ai tradizionali punti vendita;
  • Perchè è decisamente più veloce e pratico rispetto alle tradizionali vetrine dei negozi e al fatto di dover attendere il commesso per essere aiutato.

Per quanto riguarda i Marchi e le loro quote di mercato possiamo vedere come Android ha fatto un enorme salto di qualità, e ovviamente il più conosciuto e desiderato è l’iOS della Apple.

Secondo i ricercatori di Mintel, indicativamente è possibile stabilire che ragazzi da 18 a 24 anni posseggono per lo più Android, mentre quelli di età tra i 25 ed i 34 l’Apple . Il Blackberry invece è stato riscontrato principalmente negli over 35.

Per quanto riguarda invece il desiderio di possedere uno Smartphone, a tutte le età la scelta ricade sull’Apple.

Voi che smartphone avete? O siete fra quelli che non lo comprano perchè non ne vedono i benefici?!

Articolo liberamente tradotto e reinterpretato da Mashable.