Cristina e Simone con #Nofreejobs, su La3


#Nofreejobs e le ultime novità

L’iniziativa #Nofreejobs prosegue. Se ci state seguendo sui vari canali social (Facebook e Twitter in primis) saprete che stiamo cercando di non far cadere nel dimenticatoio il grido della maggior parte dei giovani italiani.

Oltre i blog, che continuano a parlare di noi, le novità principali sono due:

1) lo spazio dedicato a No free jobs durante la puntata di Smart&App (programma che parla di tecnologia, su La3, condotto da Silvia Vianello);

2) lo sviluppo dell’app per Android, che i nostri amici di Web in Fermento hanno portato al terzo posto del contest BeMyApp (svoltosi a Bari lo scorso weekend).

Prima di lasciarvi con i video relativi a queste novità, aggiungo anche il sito (in versione beta) di No free jobs.

No free jobs @ Smart&App

No free jobs @ BeMyApp

Continuate a seguirci e supportarci!

Grazie a tutti! 🙂

#nofreejobs: la prima infografica riassuntiva


Ecco la prima infografica con il riassunto della nostra iniziativa. La prima di molte novità. Continuiamo così!!

No free jobs! Grazie a tutti voi per il sostegno e la denuncia dei casi.

Vi consiglio di seguirci su Twitter e su Facebook per gli aggiornamenti in tempo reale! Grazie da tutti noi.

I ritardi di Trenitalia


Trenitalia è un po’ come la nostra ragazza. Ogni giorno la incontriamo, ogni giorno litighiamo con lei. A volte ha caldo, a volte ha freddo. A volte ti fa correre, a volte ti fa aspettare. E’ amica di tutti. Alcuni giorni passa il padre della tua ragazza, ti chiede se sui un ragazzo a posto. Sono quelle storie così, di amore e di odio.

Guardate l’orologio e il display della stazione (a volte non c’è, ovviamente).

Se Trenitalia annuncia che  il treno sta arrivando (quindi in orario): effettivamente quel treno porta da 1 a 5 minuti di ritardo.

Se Trenitalia annuncia che il treno ha 5 minuti di ritardo: effettivamente ne ha da 6 a 10.

Se Trenitalia annuncia che il treno ha 10 minuti di ritardo: effettivamente ne ha da 11 a 15.

Per ritardi superiori non vale più questa regola. Quindi potete aspettarvi di tutto!

Ritardi infiniti, cancellazioni, soppressioni, treni partiti e fermi in punti sconosciuti, treni in ritardo perché ci sono stati ritardi nella preparazione del treno, ecc. ecc.

Aggiungete pure! La collezione è infinita! 🙂

A voi piace la vostra ragazza? 🙂

Società italiane e tassi di crescita: la top 20


Lyra (un provider indipendente di informazioni e dati finanziari) ha pubblicato la classifica delle Società italiane con i più alti tassi di crescita nel 2011.

Per entrare nella classifica le società devono soddisfare requisiti da cui fondamentalmente emerga una performance al di sopra del mercato e una solida leadership aziendale.

In particolare la lista viene stilata scegliendo le aziende che:

1) negli ultimi cinque anni hanno sovraperformato rispetto agli indici generali di mercato e,

2) rispetto agli indici settoriali cui appartengono;

3) hanno mostrato un incremento significativo nell’ultimo quinquennio del giro d’affari e

4) degli utili netti aziendali;

5) sono leader nei rispettivi settori di appartenenza;

6) hanno una guidance positiva per il prossimo anno e

7) una leadership chiara e trasparente;

8 ) sono controllate da azionisti italiani o riconducibili a soggetti italiani.

La lista al momento tiene conto solo delle società quotate nei mercati regolamentati.

Fonte Dati: Borsa Italiana, Consob, Thomson – Reuters, Lyra AlphaStream. Aggiornamento: Agosto 2011

Questa la classifica (visibile meglio nella pagina dedicata Italy Fastest Growing Companies):




Qualche “matto” c’è?


Scrivendo presentazioni su vari temi, mi sono imbattuto nel Mobile. Vantaggi, servizi, numeri del fenomeno. Tutto interessante e molto bello davvero. Sicuramente la prossima evoluzione bomba che vedremo intorno a noi.

Mentre scrivevo mi è passata in mente l’Università (finita da poco tra l’altro). Poi gli spin-off.

Ecco, perché non si colgono queste opportunità? Facoltà come Ingegneria e Statistica perché non provano a sfruttare il vantaggio che hanno a livello di conoscenza??

Il mondo si sta muovendo verso App, Mobile, Realtà Aumentata, GeolocalizzazioneMonitoraggio ed Analisi. Loro hanno le carte in regola per sviluppare gli strumenti adatti al nuovo mondo, riuscendo magari anche a far quadrare i conti allo sbando (d’accordo che i tagli alle risorse non ci piacciono).

Quindi, sviluppare spin-off per realizzare questi progetti che sono richiestissimi da agenzie e società di consulenza non sarebbe un giusto passo (e anche lungimirante) per tornare ad alzare anche il tasso di qualità della nostra istruzione?

Ci sono esempi di coraggiosi (magari giovani professori e ricercatori, da sempre in lotta contro le politiche “anti ricerca”) che con forza stanno portando avanti progetti del genere in Italia a livello universitario?

World University Ranking 2010


La classifica aggiornata delle migliori Università al mondo. Sorpasso in testa, con Cambridge che supera Harvard.

Le prime posizioni:

World University Ranking 2010

E l’Italia? Scorri, scorri, scorri. C’è Bologna al 176° posto e Roma (La Sapienza) che entra al 190°.

Qui il sito con le altre posizioni ed i criteri per la valutazione delle Università.

http://www.topuniversities.com/university-rankings/world-university-rankings/2010/results

Italians in fuga: consigli per non farvi trovare impreparati


Grazie a Twitter e Facebook sono venuto a conoscenza di Italiansinfuga, un blog curato da Aldo Mencaraglia (da circa 2 anni) che sta avendo successo grazie soprattutto ai suoi consigli ed alla condivisione delle esperienze in giro per il mondo.

Secondo me è davvero importante trovare consigli sulle Università estere, sulle città migliori dove trovare lavoro, sulle competenze necessarie per poter tentare la “fuga” da questo paese (l’Italia) che soprattutto ultimamente non sta brillando per appeal (sia interno che esterno).

Oltre alle testimonianze ci sono anche notizie utili provenienti da tutto il mondo (classifiche per i migliori posti di lavoro) e annunci con le richieste di lavoro dall’estero.

Complimenti Aldo per l’iniziativa e per l’ottimo lavoro! 🙂

I riferimenti:

http://twitter.com/italiansinfuga

http://www.youtube.com/italiansinfuga

http://www.facebook.com/italiansinfuga

La reputazione delle aziende. Barilla la prima in Italia


Il riconoscimento arriva da una ricerca del Reputation Institute di New York, condotta tra le 600 aziende più importanti al mondo, classificate per fatturato. I risultati della ricerca, pubblicati sul sito della rivista Forbes, sono stati ottenuti attraverso la consultazione diretta dei consumatori in 24 paesi nei diversi continenti.
Le valutazioni sono state espresse su una serie di indicatori come, ad esempio, l’offerta di prodotti e servizi, livello di innovazione, qualità del posto di lavoro, governance, performance finanziarie e leadership di mercato.

Barilla si aggiudica la diciannovesima posizione tra quelle con la migliore reputazione, prima tra le italiane e prima in assoluto nel settore alimentare. Sostiene Massimo Potenza, amministratore delegato del Gruppo Barilla: “La reputazione è un fattore decisivo per la competitività di un’azienda, soprattutto in un mercato che è sempre più globale. Siamo quindi molto soddisfatti della posizione assegnataci, con un primato che dimostra il valore dell’eccellenza italiana nel mondo e il successo di scelte strategiche di lungo periodo in grado di assicurare un’ottima reputazione con tutti i nostri pubblici di riferimento“.

Mentre Kasper Nielsen, Managing Partner del Reputation Institute, spiega: “Nel momento in cui le aziende leader a livello mondiale cercano di crescere e guadagnare quote fuori dai loro mercati domestici, diventa di vitale importanza assicurarsi fiducia e rispetto da parte dei consumatori in tutto il mondo. Barilla ha costruito nel tempo un’eccellente reputazione con le famiglie italiane e, come si evince dal Global Reputation Pulse 2010, gode anche di un forte legame emotivo con le famiglie nei mercati più sviluppati. Con un Reputation Pulse Score di 72,45 Barilla è al diciannovesimo posto nella lista delle aziende con la migliore reputazione al mondo. Questo è il risultato del legame emotivo che ha saputo costruire attraverso i suoi prodotti, la comunicazione e il coinvolgimento delle persone. Barilla è nella posizione di poter rafforzare ulteriormente questo legame con i consumatori a livello globale facendo leva sulla sua storia, che gli è valsa la miglior reputazione tra le aziende italiane. Riuscire ad avere la stessa reputazione nei mercati che crescono potrebbe garantirgli una solida piattaforma di crescita e successo. I risultati del nostro studio, condotto in 24 paesi, suggeriscono che Barilla ha una base molto forte sulla quale costruire“.

Questi i primi posti della classifica (tratta dal sito di Forbes):

World's Most Reputable Companies

Giungo alle mie considerazioni. In un post precedente avevo scritto del rapporto tra Aziende e Social Network, trattando in quel caso la (non) gestione  del caso Barilla-inceneritore. Sicuramente Barilla è nel cuore della maggior parte degli italiani ed è una scuola di marketing ambita da tutti (figuriamoci per chi come me studia anche il marketing distributivo), è presente su Facebook e segue le nuove tecnologie (vedi iPasta: la prima applicazione italiana per iPhone dedicata alla pasta). Ma gran parte della sua forza è data dallo stock di advertising che hanno nella mente i consumatori (dato dall’above the line) e che per essere replicato online ha bisogno di ben altro.

Quindi, secondo me, in questo rapporto menzionato nel post forse manca la parte relativa alle conversazioni che le aziende intrattengono sul web. Mi riferisco al fatto che tutti gli indicatori utilizzati (l’offerta di prodotti e servizi, livello di innovazione, qualità del posto di lavoro, governance, performance finanziarie e leadership di mercato) sono ottimi e sicuramente validi, ma penso cominci ad essere indispensabile un dato che comprenda anche il monitoraggio della qualità/presenza di queste aziende sui Social Network (Facebook e Twitter in primis) e sulla Rete in generale, dove si stanno spostando la maggior parte delle decisioni di acquisto dei consumatori e dove ogni giorno si parla dei brand e dei prodotti, se ne fanno recensioni o se ne sconsiglia l’utilizzo, ecc.

In poche parole c’è un luogo ben preciso che bisogna presidiare e non sottovalutare, dove a volte la reputazione aziendale è buona quanto quella offline ma dove a volte il giudizio delle persone cambia totalmente. E mentre in tv si possono fare spot bellissimi (ma solo da guardare, senza possibilità di interazione) su Internet bisogna rispondere alle domande delle persone, bisogna chiarire situazioni dubbie e incalzanti avendo in mente che si sta andando verso un nuovo mondo fatto di interconnessioni dove le persone detengono il potere e sono i giudici del successo di un prodotto o di un brand. Essere presenti da subito vuol dire investire sul futuro e instaurare un rapporto che nel lungo periodo porterà sicuramente i frutti sperati.

Wi-fi, questo sconosciuto (in Italia)


Wi-fi

Leggendo in rete i vari articoli che parlano della situazione italiana riguardo il wi-fi e le aree coperte da connessioni viene quasi da ridere. Questa è la classica situazione in cui gli annunci di investimenti in infrastrutture tecnologiche sono squillanti ma poi quando si torna a controllare come vanno davvero le cose (magari ad anni di distanza) ci si accorge dei deficit nostrani. Mentre all’estero la situazione è diversa (certo da paese a paese) da noi si fa fatica a capire l’importanza di avere l’accesso ad Internet, soprattutto negli spazi aperti (tipo parchi, centri storici, aeroporti, metropolitane, ecc). Oltre i nostri ritardi strutturali andiamo sempre a complicare la situazione, vedi Decreto Pisanu prorogato per tutto il 2010 che prevede l’identificazione degli utenti che si collegano al web tramite la propria rete.

Analizziamo per esempio la situazione delle due maggiori città italiane, Milano e Roma.

MILANO: La situazione viene ben descritta su questo articolo del Corriere. Quindi pochi punti di accesso, introvabili e che funzionano male. Per la città che ospiterà l’Expo nel 2015 servono interventi decisi di ammodernamento, in vista di questo appuntamento che metterà in vetrina non solo Milano ma l’Italia intera. Basta fare una semplice ricerca su Google per trovare documenti e presentazioni che parlano del progetto “Milano Città Digitale” (qui e qui per esempio), presentato qualche anno fa dal Comune di Milano. I passi avanti sono stati davvero pochi!

ROMA: La situazione sembra migliore. Il progetto Provincia WIFI consiste nell’installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio provinciale di apparati per l’accesso gratuito ad Internet. Il progetto è aperto al contributo dei privati, esercizi commerciali e associazioni no profit, che possono installare gli access point nei loro locali e, nel rispetto delle norme di legge previste per l’accesso alla Rete, offrire un servizio ai loro clienti o associati. L’obiettivo è di installare altri 248 hot spot entro la fine del 2010 (che si aggiungono ai 200 già presenti). I primi passi sembrano positivi ed incoraggianti, con la copertura di zone frequentate dai giovani (Ponte Milvio ed Ostia) e ad alto interesse turistico/culturale (Auditorium Parco della Musica, Castel Sant’Angelo, Villa Ada, Villa Borghese, Bioparco, ecc). C’è anche il gruppo su Facebook

Questo progetto rientra nell’iniziativa Zero Digital Divide, che mira a connettere i cittadini, il territorio, le amministrazioni e la tecnologia.

Inutile dire che spero in miglioramenti in tempi brevi. Per vari motivi:

  • forte aumento dell’utilizzo di Internet in mobilità;
  • crescente sviluppo di Social network & geolocalizzazione;
  • possibilità di sfruttare il Wi-fi per le amministrazioni locali;
  • comodo per i turisti che arrivano in Italia e cercano informazioni utili.

Possibile che siamo sempre follower (e pure in ritardo)????? Per concludere metto qualche link utile.

Qui il motore di ricerca degli Hot spots Wi-fi in Italia.

Qui il Comitato Banda Larga (con glossario dei termini).

Qui l’Osservatorio sulla Banda larga.

Qui un breve botta e risposta con il ministro.

Qui il Decreto Pisanu.