Italians in fuga: consigli per non farvi trovare impreparati


Grazie a Twitter e Facebook sono venuto a conoscenza di Italiansinfuga, un blog curato da Aldo Mencaraglia (da circa 2 anni) che sta avendo successo grazie soprattutto ai suoi consigli ed alla condivisione delle esperienze in giro per il mondo.

Secondo me è davvero importante trovare consigli sulle Università estere, sulle città migliori dove trovare lavoro, sulle competenze necessarie per poter tentare la “fuga” da questo paese (l’Italia) che soprattutto ultimamente non sta brillando per appeal (sia interno che esterno).

Oltre alle testimonianze ci sono anche notizie utili provenienti da tutto il mondo (classifiche per i migliori posti di lavoro) e annunci con le richieste di lavoro dall’estero.

Complimenti Aldo per l’iniziativa e per l’ottimo lavoro! 🙂

I riferimenti:

http://twitter.com/italiansinfuga

http://www.youtube.com/italiansinfuga

http://www.facebook.com/italiansinfuga

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Ninja Academy: Bellaaaaaa!!!


Il 4 e 5 giugno a Milano, nel Covo Ninja di Via Zanella, ci sarà il Corso di Specializzazione in Social Media Marketing (qui tutte le info a riguardo). Gli amici di Ninjamarketing hanno anche dato la possibilità di aggiudicarsi 2 posti gratis partecipando ad un contest: il Ninja Candy! Potevo mancare all’appuntamento?? No di certo. 🙂

Mmm, vediamo un po’. Perchè partecipare al Corso?

Semplice, chi vorrebbe mancare ad un appuntamento così bello? Basta guardare le foto, i video ed i racconti delle giornate precedenti vissute nel Covo per sognare di partecipare anche solo per una giornata. Figuriamoci due! Ma con i Ninja non solo ci si diverte, si cresce professionalmente. Questa volta grazie a Simone Tornabene (Mushin) si approfondiranno i temi portanti dei Social Media e di come questi stanno cambiando il mondo della comunicazione e del marketing.

I sogni son desideri. E two is megl che one. Così si dice no? 🙂

Grazie ai Ninja che hanno già esaudito il mio desiderio di scrivere per loro. Ora provo a bissare!

NinjaCandy

http://formazione.ninjamarketing.it/social-media-marketing/

Ma come mai ho intitolato questo post “Bellaaaaaa”? Ecco la risposta!

A presto,

Simosoke

Wi-fi, questo sconosciuto (in Italia)


Wi-fi

Leggendo in rete i vari articoli che parlano della situazione italiana riguardo il wi-fi e le aree coperte da connessioni viene quasi da ridere. Questa è la classica situazione in cui gli annunci di investimenti in infrastrutture tecnologiche sono squillanti ma poi quando si torna a controllare come vanno davvero le cose (magari ad anni di distanza) ci si accorge dei deficit nostrani. Mentre all’estero la situazione è diversa (certo da paese a paese) da noi si fa fatica a capire l’importanza di avere l’accesso ad Internet, soprattutto negli spazi aperti (tipo parchi, centri storici, aeroporti, metropolitane, ecc). Oltre i nostri ritardi strutturali andiamo sempre a complicare la situazione, vedi Decreto Pisanu prorogato per tutto il 2010 che prevede l’identificazione degli utenti che si collegano al web tramite la propria rete.

Analizziamo per esempio la situazione delle due maggiori città italiane, Milano e Roma.

MILANO: La situazione viene ben descritta su questo articolo del Corriere. Quindi pochi punti di accesso, introvabili e che funzionano male. Per la città che ospiterà l’Expo nel 2015 servono interventi decisi di ammodernamento, in vista di questo appuntamento che metterà in vetrina non solo Milano ma l’Italia intera. Basta fare una semplice ricerca su Google per trovare documenti e presentazioni che parlano del progetto “Milano Città Digitale” (qui e qui per esempio), presentato qualche anno fa dal Comune di Milano. I passi avanti sono stati davvero pochi!

ROMA: La situazione sembra migliore. Il progetto Provincia WIFI consiste nell’installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio provinciale di apparati per l’accesso gratuito ad Internet. Il progetto è aperto al contributo dei privati, esercizi commerciali e associazioni no profit, che possono installare gli access point nei loro locali e, nel rispetto delle norme di legge previste per l’accesso alla Rete, offrire un servizio ai loro clienti o associati. L’obiettivo è di installare altri 248 hot spot entro la fine del 2010 (che si aggiungono ai 200 già presenti). I primi passi sembrano positivi ed incoraggianti, con la copertura di zone frequentate dai giovani (Ponte Milvio ed Ostia) e ad alto interesse turistico/culturale (Auditorium Parco della Musica, Castel Sant’Angelo, Villa Ada, Villa Borghese, Bioparco, ecc). C’è anche il gruppo su Facebook

Questo progetto rientra nell’iniziativa Zero Digital Divide, che mira a connettere i cittadini, il territorio, le amministrazioni e la tecnologia.

Inutile dire che spero in miglioramenti in tempi brevi. Per vari motivi:

  • forte aumento dell’utilizzo di Internet in mobilità;
  • crescente sviluppo di Social network & geolocalizzazione;
  • possibilità di sfruttare il Wi-fi per le amministrazioni locali;
  • comodo per i turisti che arrivano in Italia e cercano informazioni utili.

Possibile che siamo sempre follower (e pure in ritardo)????? Per concludere metto qualche link utile.

Qui il motore di ricerca degli Hot spots Wi-fi in Italia.

Qui il Comitato Banda Larga (con glossario dei termini).

Qui l’Osservatorio sulla Banda larga.

Qui un breve botta e risposta con il ministro.

Qui il Decreto Pisanu.

La carta Nectar


Nectar

Anche in Italia arriva Nectar, il leader mondiale dei programmi fedeltà diventato n°1 nel Regno Unito. Prima di spiegare cos’è e quali vantaggi può presentare un “programma di coalizione” del genere vediamo la situazione italiana per quanto riguarda queste iniziative.

La classifica delle fidelity card per numero di aderenti (in migliaia) delle Grande Distribuzione in Italia secondo l’osservatorio Nielsen – Università di Parma recita:

Coop 6.736

Conad: 5.043

Esselunga: 4.261

Gs: 3.590

Selex: 3.371

Auchan: 2.207

Carrefour: 2.112

Sma: 2.083

Iper: 2.076

Gruppo Pam: 2.076

Quindi il nostro paese non è proprio all’avanguardia (per esempio rispetto ai 16,8 milioni di utenti di Sainsbury’s, che ha da poco strappato la leadership a Tesco) ma l’ingresso di Nectar (visti anche gli investimenti pubblicitari) potrebbe far muovere qualcosa. Il sistema ideato dal gruppo canadese Aeroplan punta ad eliminare la miriade di carte, bollini e tessere che affollano il nostro portafoglio grazie all’aggregazione di più realtà distributive appartenenti a diversi settori merceologici.

Nectar è il primo programma di coalition marketing indipendente in Italia e comprende gli iper Auchan e delle insegne Sma (Punto, Simply, Ipersimply, Sma e Cityper), i magazzini di elettronica di consumo UniEuro e PC City, le stazioni di servizio IP e Api e le agenzie di autonoleggio Hertz. Finalmente sono compresi anche gli shop online come l’Apple Store, E-bay, i-Tunes, La Feltrinelli, Alitalia, Hotels.com, ecc.

Quindi il punto di forza è l’avere tra i partner molti brand (e soprattutto noti), con il numero che potrebbe ampliarsi con il passare del tempo. I vantaggi sono facilmente individuabili:
– meno confusione nelle raccolte punti;
– meno carte e bollini da ricordare e collezionare;
– possibilità di accumulare più punti e quindi ricevere premi a più alto valore;
– non solo acquisti off line, ma si prendono punti anche tramite gli acquisti sul Web;
– possibilità di richiedere la carta di credito Nectar (in collaborazione con So Oney) ed utilizzarla per ogni acquisto, in modo da raccogliere punti ovunque;
– ogni nucleo familiare può dotarsi di carte nominali per ogni singolo componente, aumentando così le occasioni di raccolta punti che concorrono tutte all’aumento del medesimo conto-punti;
– verifica numero punti raccolti sia on-line (registrazione sul sito Nectar) che a domicilio tramite l’estratto conto inviato periodicamente;
– l’estratto conto contiene anche una serie di coupon con offerte personalizzate (con punti bonus).

Visto il successo avuto all’estero e il tipico “amore” italiano verso regali e raccolte punti si prospetta un futuro roseo per questa iniziativa. Altra cosa interessante sarà l’orientamento al consumatore, data la grande mole di informazioni che si disporrà sulle abitudini d’acquisto e di consumo e visto che gli piace essere “coccolato” e sentirsi sempre considerato.

A questo punto possiamo ipotizzare che, se l’iniziativa avrà successo, molto del merito andrà alla capacità di “lettura” e decodifica dei dati rilevati dalla carta. Forse il nostro limite oggi è proprio questo, cioè il mancato aggiornamento dei dati e la scarsa fiducia riposta nelle fidelity card (strumento sicuramente costoso ma che nel lungo periodo porta a risultati significativi, come l’esempio inglese dimostra).

Bisogna credere di più nelle tecnologie che rendono il contatto con i clienti ed il servizio a loro riservato sempre utile e mai oppressivo. Nel prossimo post “trade” infatti parleremo del (non) utilizzo dei Social Media da parte delle imprese della distribuzione in Italia.